A Venezia l’arte della Parigi di fine secolo

Signac Saint Tropez Fontaine des lices (1895)
Signac Saint Tropez Fontaine des lices (1895)

La Parigi di fine Ottocento subisce una serie di trasformazioni sociopolitiche e culturali che si riflettono soprattutto nell’arte. Nascono, quindi, una serie di movimenti artistici, come Neo-impressionismo, Nabis e Simbolismo, i quali proprio come i predecessori Impressionisti dipingono paesaggi, vedute cittadine moderne, attività ricreative, con scene però più introspettive e visioni fantastiche. Ma qualcosa è cambiato. Il modo in cui questi artisti vedono il mondo non è più lo stesso e ci si sta avviando gradualmente verso la crisi dell’uomo e di alcuni valori che porterà poi nel nuovo secolo alla scoppio della Grande Guerra. Questo ed altro si evince nella mostra “Le avanguardie parigine fin de siècle: Signac, Bonnard, Redon e i loro contemporanei”, a cura di Vivien Greene – Curator, 19th-and Early 20th-Century Art, Solomon R. Guggenheim Museum, New York – che sarà allestita dal 23 settembre 2013 al 6 gennaio 2014 presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Lungo il percorso espositivo, il visitatore potrà farsi un’idea della scena artistica parigina di fine Ottocento. La rassegna si sofferma in particolare su alcuni dei maggiori protagonisti di quest’epoca, come Paul Signac, Maximilien Luce, Maurice Denis, Pierre Bonnard, Félix Vallotton e Odilon Redon.

Info aggiuntive

I Neoimpressionisti nascono come gruppo a Parigi nel 1886, e tra i maggiori esponenti spiccano i nomi di Henri-Edmond Cross, Maximilien Luce, George Seurat, Paul Signac a cui si affianca, per alcuni anni, l’ex-impressionista Camille Pissarro. Sono pittori innovativi che guardano alle teorie scientifiche sul colore e sulla percezione per creare effetti ottici nelle loro tele puntiniste, orchestrando i colori complementari e le forme fluide in composizioni unitarie. Le scene utopiche delle loro tele rispecchiano contenuti ideologici e teorie pittoriche, ma anche nei casi in cui non sono guidati da obiettivi prettamente politici, le loro interpretazioni luminose della città, dei sobborghi, della campagna, riflettono luoghi idealizzati di armonia.

MAXIMILIEN LUCE Quai de l’École, Paris, le soir (Quai de l'Ecole, Parigi, sera), 1889 olio su tela, 50,9 x 70 cm - collezione privata
MAXIMILIEN LUCE
Quai de l’École, Paris, le soir (Quai de l’Ecole, Parigi, sera), 1889
olio su tela, 50,9 x 70 cm – collezione privata

I Nabis, dalla parola ebraica “profeti”, sono un gruppo che ricorda una setta o una società religiosa, in quanto a formazione e filosofia fondante, secondo la quale l’arte è un mezzo per superare la materia verso una dimensione numinosa. La loro arte è influenzata dal Sintetismo di Paul Gauguin e dalle stampe giapponesi. I Nabis rinunciano al cavalletto e impiegano varie tecniche, dalle stampe alle illustrazioni per riviste. Si tratta di un gruppo eterogeneo che comprende artisti del calibro di Pierre Bonnard e Édouard Vuillard.

Il Simbolismo è un movimento che supera i confini nazionali, con una notevole varietà di stili. L’arte simbolista abbraccia le narrazioni mitiche, l’immaginario suggestivo, il mondo macabro degli incubi, abbandonando il mondo dei fatti per il fantastico, l’esteriorità per il tumulto dei paesaggi psicologici, il materiale per lo spirituale, il concreto per l’etereo. Tra gli artisti francesi che lavorano con varie tecniche, dalla pittura alla decorazione, alle incisioni, si annoverano Maurice Denis, Georges Lacombe, Paul Ranson, Charles Filiger e Odilon Redon.

Commenti

commenti

Lascia un commento

Torna in alto