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Opinioni

GLI ANGELI DELL’INFORMAZIONE

© stillkost - Fotolia.com

In Italia c’è gente che s’improvvisa giornalista magari svolgendo altri lavori (la legge lo consente) e poi ci sono persone che dedicano una vita al giornalismo, cominciando dal basso, nelle redazioni, con la speranza di poter un giorno fare lo scoop della vita. L’improvvisazione è figlia di una forma mentis diffusa che sta distruggendo il nostro Paese e in particolare il giornalismo, una professione che dovrebbe essere tutelata di più. Il giornalista vero si forma nelle redazioni e non in una scuola, così come l’avvocato nei tribunali, il medico con il tirocinio negli ospedali, l’architetto con i primi progetti…

La formazione è importante, e le scuole di giornalismo hanno una loro funzione, ma la pratica è prioritaria. Perché questa riflessione? Perché è opinione diffusa tra i giovani, soprattutto a Sud, che per diventare giornalista basta scrivere una settantina di pezzi, inoltrare una pratica all’Ordine della propria regione e il gioco è fatto! In realtà non è la burocrazia che decreta la validità di un giornalista ma la costanza, la determinazione e in primis il fiuto per le notizie: stare sui fatti, seguirli… alzandosi dalla poltrona di casa per vedere e raccontare, per ascoltare. I miei maestri mi hanno insegnato che nei trafiletti degli articoli, collocati nelle pagine interne dei quotidiani, si scoprono i fatti, quelli veri!

La professionalità è fondamentale in questo settore, così come in altri ambiti della vita sociale, per crescere e migliorare, in quanto la corretta informazione crea la coscienza collettiva.

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Detto questo, mi preme ricordare tutte quelle persone che hanno vissuto di giornalismo, da Indro Montanelli a Oriana Fallaci, da Tiziano Terzani a Enzo Biagi. Senza dimenticare i reporter che hanno perso la vita per raccontare; ultima Mika Yamamoto, la giornalista giapponese che qualche giorno fa, per vedere e informare, è morta in Siria. Angeli dell’informazione! Che siano queste persone gli esempi di CulturaeCulture.it

Maria Ianniciello 

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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