Non così vicino, il film con Tom Hanks

Recensione di Non così vicino

Nella società dell’usa e getta, in cui ogni cosa è sostituibile, comprese le persone, è il linguaggio audiovisivo che ci sta dando un punto di vista molto diverso sui rapporti umani e in questo caso sul matrimonio. Il film con Tom Hanks, Non così vicino, dà all’amore coniugale un suo significato. Otto, il protagonista di questo delicato e allo stesso tempo incisivo lungometraggio, è ossessionato dalla precisione e dall’ordine. Lo vediamo, infatti, compiere dei rituali quotidiani come per fermare il tempo che, passando troppo in fretta, sbiadisce i bei ricordi e le emozioni passate.

Trama della pellicola

Il personaggio di Tom Hanks è molto scontroso, è maniacale, sopra le righe. Otto, come Tony della serie di Netflix After Life, ha perso la moglie da poco e per questo – dopo essere stato liquidato dall’azienda per cui lavorava con una festa di pensionamento a cui lui non partecipa – si prepara per suicidarsi. Prima però compie altri gesti irrazionali. Incarta il pavimento con i fogli di giornale e contatta le aziende che gli forniscono energia elettrica e la rete telefonica per recedere i contratti. Infine si prepara a farla finita con un cappio. Ma, mentre sta per ammazzarsi, compaiono i suoi vicini. Si tratta di una famiglia messicana che rievoca un po’ gli immigrati coreani del film ‘Gran Torino’ di Clint Eastwood. In particolare Marisol (Mariana Treviño) entra nella sua vita riempendola di senso.

Con una serie di flashback, il regista Marc Forster ci fa conoscere poco per volta la storia d’amore tra Sonya (Rachel Keller) e Otto (da giovane ha il volto di Truman, il figlio di Tom Hanks). Scopriamo così che il protagonista è stato indurito dal dolore. Sonya era l’altra metà del cielo per Otto. Lui ingegnere, lei umanista amante dei libri. Lui razionale, lei poetica. Ma un passo per volta Otto – grazie ai suoi vicini e ai vecchi amici afroamericani, con i quali Sonya aveva molto legato – nel tempo presente comprende che l’amata moglie è sempre lì, ad un passo da lui, perché vive in ogni gesto che ha fatto in vita.

Il lutto come catarsi

Non così vicino affronta il tema del lutto visto come catarsi e scoperta di Sé. La bellezza di questo film è nella semplicità della storia raccontata che ridà importanza ai rapporti umani. In un’epoca in cui tutto ha un valore economico (anche i divorzi), questa pellicola va oltre le apparenze per restituire alla vita la sua dignità proprio quando ci si confronta con la morte. Così il clima freddo della Pennsylvania crea un contrasto col cuore caldo e grande di Otto, il quale capisce che la propria esistenza dopotutto ha un significato anche se non c’è più Sonya. Non così vicino è la trasposizione cinematografica del romanzo ‘L’uomo che metteva in ordine il mondo’ di Frederick Backman (lo trovi qui) ed è il remake di Mr Ove (2015). Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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