Coltiva l’altruismo, guarda il film ‘One life’

Recensione e trama. No spoiler.

‘One life’: recensione del commovente film con Anthony Hopkins

Se c’è una parola che risuona spesso nel film ‘One life’ è altruismo. In una società dove persino la beneficenza diventa un mezzo per farsi pubblicità e ricevere più like aumentando i followers, un lungometraggio come ‘One life’ diventa essenziale perché l’altruismo, quello c’ero, sta perdendo di significato.

Sono tanti gli esperti della motivazione e del miglioramento personale che incentivano i loro seguaci a fare buone azioni per ricevere di più dall’Universo ma in questa ottica qualsiasi atto dei gentilezza è il risultato di un tornaconto personale; in realtà la bontà d’animo non si acquista per essere rivenduta al mercato con calcoli matematici finalizzati a far quadrare i conti e soprattutto per aumentare le entrate mensile. È al contrario una dote che possiamo impegnarci a sviluppare e a coltivare senza grossi clamori e con impegno, pazienza, dedizione. L’altruismo è un fiore che appassisce sotto i riflettori.

Trama di ‘One life’

Nicholas Winton è un uomo integro. La macchina da presa di James Hawes si muove nel tempo, mostrandoci il Nicholas di oggi (Anthony Hopkins) che vive di ricordi e di rimpianti. Grazie al montaggio ben riuscito ci muoviamo proprio sulle ali dei ricordi del protagonista che ripensa a quando da giovane (Johnny Flynn) salvò – poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale – oltre seicento bambini ebrei nonché rifugiati della Cecoslovacchia.

In una Praga, che sta per essere assediata dalla Gestapo, Nicholas con l’aiuto di altri volontari e della madre (Helena Bonham Carter) fece trasferire bambini che ormai avevano perso tutto in Inghilterra. Molti non ce la fecero, purtroppo, e i piccoli ebrei del nono nonché ultimo treno non giunsero mai oltre la Manica.

‘One Life’ è un film classico per lo stile e forte per il messaggio perché emoziona e coinvolge senza grossi clamori. Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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