Mercoledì Addams: pregi e difetti della serie tv

E alla fine ho ceduto anche io al fascino di Mercoledì Addams, la serie di Netflix che è già un cult. Questa serie mi ha tenuta lì, intrappolata al televisore, e – come accade con le patatine – un episodio ha tirato l’altro, fino all’ottava e ultima puntata.

Mercoledì Addams: recensione della serie tv di Netflix

Mercoledì Addams (Jenna Ortega) è una creatura bizzarra, sui generis, che cerca l’altrove pur non uscendo mai davvero dagli argini che gli autori hanno costruito per lei. La figlia maggiore di Gomez (Luis Guzmàn) e Morticia Addams (Catherine Zeta-Jones) è affascinata dall’orrido e dai mostri ma non sprofonda mai davvero negli inferi per uscirne rinata.

Ma perché allora la serie tv piace? Mercoledì è ironica, sagace, sopra le righe ed è una reietta proprio come i compagni della Novermore Academy, la scuola che anche i suoi genitori hanno frequentato da giovani. Come gli altri allievi, ha delle doti e dei talenti che la società dei ‘normali’ non può accettare perché è condizionata e soggiogata dalle categorie della mente.

Mercoledì ha ricevuto dalla madre il dono della profezia e in questo somiglia alla grande profetessa della Mitologia, Cassandra. Come quest’ultima, difatti, la protagonista della serie tv di Netflix riesce a prevedere gli eventi e non viene creduta. Non viene creduta dallo sceriffo, né dalla direttrice della Scuola (Gwendoline Christie) che la vede come un pericolo per l’Istituto. Mercoledì diventa così una piccola Sherlock Holmes, giacché si ritrova ad indagare su una serie di omicidi che vengono compiuti da un terribile mostro e sul passato oscuro di suo padre. Mercoledì però, a differenza di Cassandra, non si lascia soggiogare dalla paura. Al contrario, si batte con tutte le sue forze per ricercare la verità, perché in fondo ha un forte senso della giustizia.

I limiti di Mercoledì

La primogenita dei coniugi Addams è un personaggio che nasce molto evoluto (sembra già capace di discernere) e perciò non compie un reale percorso di iniziazione con fasi specifiche e definite che la porterebbero a scoprire con maggiore incisività i talenti che ha ricevuto.

La dark comedy seriale – che è diretta da Tim Burton e ha le sfumature del Fantasy – è incapace di creare emozioni veraci nello spettatore e nella spettatrice che, attraverso l’ascesa, la caduta e la rinascita della protagonista, avrebbero potuto loro stessi fare un viaggio nel proprio mondo emozionale ed istintuale. Mercoledì, con i suoi personaggi sui generis e le atmosfere gotiche, è stata concepita come puro intrattenimento. E va bene così! Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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