Gifted – Il dono del talento: recensione e trama della pellicola

Recensione e trama di Gifted – Il dono del talento – La troppa intelligenza tante volte non può essere contenuta e sfocia così in un limbo di follia, come nel film A Beautiful Mind; esistono però tanti tipi d’intelligenza. Ce lo ha detto anche David Goleman, psicologo, scrittore e giornalista statunitense. C’è chi per esempio riesce a gestire le straordinarie doti di una bambina di sei anni con umanità guardando oltre. E anche questa è una capacità. E` il caso di Frank Adler, personaggio di Gifted – Il dono del talento, nelle sale dal 2 novembre 2017, che ha cresciuto la nipotina da solo, con l’aiuto di una vicina di colore, quando la sorella, genio della matematica, si è suicidata.

Chris Evans in Gifted – Il dono del talento si sveste dei panni del super eroe per interpretare un uomo qualunque che lotta per ottenere la custodia della nipote, Mary (Mckenna Grace), che già dall’età di sei anni è in grado di risolvere problemi difficili che nemmeno un docente di un prestigioso ateneo di Boston riesce a fare. La mamma di Frank (Lindsay Duncan), chiede in affido la bambina ma soltanto quando viene a sapere delle straordinarie doti di Mary forse per avere una seconda chance o più probabilmente perché accecata dalla troppa ambizione.

Gifted – Il dono del talento

La macchina da presa di Marc Webb e la penna di Tom Flynn in Gifted – Il dono del talento si pongono degli interrogativi in modo semplice e non pretenzioso, mantenendo uno stile sentimentale (non troppo) e asciutto. E` giusto togliere a una bambina di sei anni la possibilità di crescere con spensieratezza come tutti gli altri coetanei, perché il mondo necessita delle sue qualità? L’individuo, con i suoi bisogni, viene prima della società? E un uomo come Frank, che ha lasciato il suo impiego come professore di Filosofia all’Università per aggiustare barche in Florida, può dare a Mary tutto quello che le serve affinché sviluppi e affini le sue doti?

Il talento è un dono, e di questo siamo tutti sicuri, perché esiste anche senza l’istruzione, ma come nasce e che cos’è veramente? Il cinema poi ci ha spesso fatto conoscere genitori che si sentono incapaci di crescere i loro figli straordinari. Pensate ai piccoli protagonisti di Un sogno per domani o de Il mio piccolo genio o Vitus ma anche a Cole de Il sesto senso. Perché dunque vi consiglio di vedere questo nuovo lungometraggio? Perché, anche se intuiamo come potrebbe finire la storia, Gifted – Il dono del talento è un film riuscito, che mi ha convinto proprio per come è stato trattato questo tema, nonostante qualche stereotipo che s’intravede qua e là.

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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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