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Di tutto un po'

Festa del papà 2018 tra auguri, zeppole e significato

Ed ecco che è arrivata anche la Festa del papà 2018. Auguri dunque a tutti i padri. Questa ricorrenza è legata al santo che per la tradizione cattolica incarna i valori del padre attento che, con fede, sostenne Gesù nel suo percorso di crescita e Maria durante la gravidanza. Giuseppe era un modesto falegname, tanto umile quanto virtuoso. Si sa poco di questo Santo dai Vangeli canonici ma in compenso ci sono stati tramandati tanti racconti, che le nonne di una volta narravano ai nipoti nei pressi del caminetto, inconsapevoli che le fonti di quelle storie fossero i Vangeli non riconosciuti dalla Chiesa, i cosiddetti Apocrifi.

Come si è evoluta la figura paterna nel corso del tempo? Semplifichiamo un po’ per non tediarvi. Nella società contadina il padre aveva il compito di proteggere la famiglia e di provvedere ai bisogni primari della prole lavorando nei campi con la moglie e i figli più grandi. Un uomo in genere continuava a vivere con la propria famiglia di origine dopo il matrimonio e si disinteressava dell’educazione e della cura dei bambini, ritenute incombenze femminili. I ruoli tra uomo e donna erano ben definiti. Con l’industrializzazione, con lo spostamento d’intere famiglie dalle aree rurali a quelle urbane e con l’emancipazione femminile, le cose sono cambiate. La donna, oltre a svolgere i compiti di massaia, ha cominciato a lavorare fuori dalle pareti domestiche, coltivando altri interessi e aspirazioni. E` nata così la famiglia mononucleare, costituita da padre, madre e figli. Di conseguenza anche i ruoli dei rispettivi genitori sono mutati. Il processo è stato lento ed è in itinere: la figura paterna sta acquisendo sempre più importanza, come dimostra la moderna psicologia e pedagogia. E non è raro che, con il divorzio, i figli siano affidati al padre.

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Jason è un musicista che ha una storia con una ragazza, la quale resta incinta. Lei, priva di risorse economiche, lascia il bambino sul portone dell’abitazione di Jason, il quale dovrà prendersi cura di suo figlio. Jason è il protagonista di “Ragazzo padre”, film girato per la televisione nel 1997. La cinematografia ha dedicato varie pellicole al rapporto tra padri e figli. “La ricerca della felicità” o Kramer contro Kramer sono lungometraggi che ci hanno fatto riflettere e riconsiderare così le nostre convinzioni. I moderni padri, come scrive il pediatra Alessandro Volta nel suo libro “E` Nato un Papà”, hanno la sfortuna (o forse la fortuna a seconda dei punti di vista) di non avere modelli di riferimento. In altre parole, come le donne devono districarsi in un ambiente lavorativo con strutture concepite per soli uomini, così i papà sono costretti a barcamenarsi in un contesto tipicamente femminile con un approccio maschile. Il mondo è cambiato. L’umanità è cambiata. Le famiglie non sono più le stesse. E ancorarsi a vecchi modelli e a schemi di pensiero passati è deleterio e fuorviante. Al contrario bisogna attivarsi per creare una nuova struttura familiare in linea con il sistema di valori attuale. Partendo da questi presupposti, uomini e donne hanno il gravoso compito di venirsi incontro e di decidere insieme come educare i figli, dialogando senza pregiudizi e in particolare senza voler a tutti i costi imporre il proprio pensiero. Le donne dovrebbero fare un piccolo passo indietro per permettere ai partner di sentirsi partecipi e non a disagio con i loro bambini.

Secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese, l’essere umano è dotato di due energie, maschile e femminile, che se equilibrate possono farci vivere meglio e in salute. La presenza costruttiva di entrambi i genitori è il presupposto essenziale per un ambiente sereno. La figura paterna dona forza e coraggio al bambino che, grazie al papà, cresce sicuro. Un padre troppo assente nuoce tanto alla coppia quanto al bambino che si sente insicuro nella società attuale, la quale (è bene ricordarlo) non è più quella degli anni Cinquanta del secolo scorso e, dunque, è doveroso adattarci, con un approccio nuovo, ai tempi che cambiano per non lasciare un “terreno” incolto alle generazioni future.

Buona festa del papà 2018 a tutti e auguri a chi presto lo diventerà!

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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