Creatività del bambino: dieci modi per svilupparla in maniera sana

Quando si aspetta un bambino, sono tante le domande che i futuri genitori si pongono e la preoccupazione di non riuscire a crescerlo nel  miglior modo possibile si fa in genere sentire relativamente presto. Come aiutarlo e sostenerlo nel suo percorso evolutivo? Quali strumenti dargli? Come assecondare e promuovere la sua creatività e il suo talento? Nasciamo con uno scopo, il fine della nostra vita è esprimere il nostro potenziale, e di conseguenza i genitori sono come degli angeli custodi che per un certo periodo ci accompagnano. Magari non si comportano come vorremmo tuttavia, nel bene o nel male, ci hanno permesso di essere qui, adesso, dandoci la vita e questo dettaglio – che non è proprio piccolo – bisogna sempre tenerlo presente quando facciamo delle considerazioni su di loro che spesso suonano come delle vere e proprie condanne.

[blockquote style=”1″]Leggi il mio articolo sul libro “Crescerli senza educarli“[/blockquote]

Credo comunque che l’unico vero obiettivo di un genitore sia fare in modo che il figlio si senta libero di esprimersi attraverso la creatività prendendo confidenza con le proprie emozioni, le quali se ben canalizzate non sedimentano nel corpo creando blocchi energetici deleteri per la salute psicofisica. Il bambino è, contrariamente a quanto si pensa, come un seme che ha in sé già l’immagine di ciò che sarà; proprio come la ghianda che diventa quercia. Il genitore deve agevolare lo sviluppo del fiore, della pianta o del frutto, invece di ostacolarlo, affinché produca buoni frutti. In che modo? Non serve un’educazione rigida che genera schemi comportamentali rigidi e precostituiti, i quali sono deleteri per la creatività del bambino che non necessita di troppi stimoli per sviluppare il proprio talento bensì di momenti di libertà, persino di noia.

bambino

[blockquote style=”1″]”La creatività ci mantiene giovani proteggendoci dall’ansia e dalla depressione. E` una forza rivoluzionaria che mette disordine nell’ordine abbattendo le idee precostituite e la rigidità”[/blockquote]

Viviamo in una società che ha messo da parte il gioco e il pensiero creativo a vantaggio della razionalità e della logica. Favorendo al contrario le inclinazioni naturali del bambino, gli consentiamo di affinare le sue doti ma senza stress e senza grosse aspettative che, ahimè, ingabbiano la creatività, la quale nasce dal caos. Troppe regole, troppo ordine, troppe censure, troppi pregiudizi, troppi impegni, troppe pressioni e nessun contatto con la natura annichiliscono l’anima del bambino costringendolo ad una vita grigia e priva di sentimenti quali la meraviglia. Un bambino che non si stupisce è già morto prima di nascere. Il talento anche nei più piccoli nasce quindi dal caos.

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Scrive Raffaele Morelli nel libro Il Talento (Mondadori): «(…) mi chiedo perché una volta finito il gioco il bambino non abbia la benché minima voglia di rimettere in ordine, di riporre i suoi giochi negli appositi contenitori. E se il gioco non fosse mai finito? Magari il piccolo fa altre cose: esce di casa, va a disegnare…ma poi… anche qualche ora dopo… riprende a giocare con quegli oggetti sparsi sul pavimento, come se nulla fosse accaduto, come se il suo gioco non si fosse mai interrotto. (…) Il piccolo ha un’idea immortale del gioco. Noi, in realtà, quando mettiamo in ordine facciamo morire le cose, le riponiamo, le togliamo dalla nostra vista e quindi dalla nostra vita. (…) Per il bambino giocare è infinire (…) Il gioco è magico perché l’anima è magica e il suo ordine non sottostà alle regole dell’Io. Se il cosmo è ordine, quello dell’Io che allinea le cose, che le organizza, è antiordine. (…) Solo il disordine rompe la Storia, la scioglie dai suoi caratteri temporali. (…) Dal caos se hai pazienza può sgorgare la tendenza, il talento (…)».

E allora cosa fare per aiutare i bambini ad esprimere la loro creatività?

  • Dare loro uno spazio nel quale possono esprimersi senza censure; se lasciano i giocattoli in disordine in quella zona, da loro scelta, non puniteli ma assecondateli perché in quel momento stanno creando;
  • Non stressateli con troppe regole rigide (poche norme e ben definite per stabilire confini precisi; quando le regole sono parecchie fanno solo danni);
  • Non stressateli con troppi impegni;
  • Fate in modo che si annoino nel corso della giornata affinché trovino delle alternative valide alla noia da soli;
  • Fateli stare a contatto con la natura;
  • Teneteli lontani, per quanto è possibile, dai dispositivi elettronici;
  • Ritagliate dei momenti per la TV che, quando è troppa, finisce per depauperare la fantasia del bambino;
  • Non create sui vostri figli delle aspettative affinché possano soddisfare le vostre ambizioni;
  • Aprite il vostro sguardo a nuove vedute, le vostre orecchie all’ascolto e il vostro cuore all’amore autentico;
  • Respirate in modo consapevole e fatevi guidare dal flusso in questo viaggio meraviglioso che è la crescita di un figlio.

Maria Ianniciello, naturopata e giornalista pubblicista

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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