Conflitti, romanzo di Maria Ianniciello sul giornalismo

Cosa significa essere un giornalista? Soprattutto cosa comporta essere una cronista, una donna che decide di dedicare gran parte della vita a rincorrere la notizia, a credere che tutti debbano sapere la verità sulle questioni di stretta attualità? Si può “vivere” il giornalismo, quindi non solo esercitarlo come mestiere, ma confondere consapevolmente le righe di una pagina scritta con le linee che solcano le pagine di una vita? E’ possibile che la voglia di raccontare si trasformi in una specie di collante capace di tenere uniti i pezzi di un’esistenza entrati in conflitto tra loro? Carla Cesinati, protagonista del romanzo di Maria Ianniciello, “Conflitti” (Amazon Media, 2016), usa la penna quasi fosse un balsamo per cercare di sanare le ferite del passato. E’ una giornalista siciliana, figlia di un magistrato, che vive, anzi, respira gli anni della guerra in Vietnam, dei cambiamenti sociali nelle fabbriche e nella quotidianità delle famiglie italiane, dell’emigrazione di giovani lavoratori dal Sud al Nord. Lei stessa si trasferisce a Milano per inseguire il sogno di fare la giornalista per il prestigioso quotidiano Il Corriere. Sa che per una donna il mestiere di giornalista è più duro, conosce i meccanismi di sfrenata competizione che vigono in certi ambienti (ma, forse, dovremmo dire in tutti gli ambienti lavorativi) ed è consapevole dei pregiudizi che circondano l’atmosfera frenetica delle redazioni. Carla, comunque, ritiene di essere pronta, di poter gestire tutti questi inconvenienti che, inevitabilmente, finiscono per ostacolarla. In più deve fare i conti con una madre piuttosto “castrante” e con i fallimenti, i sogni infranti che troppo spesso tarpano le ali perfino agli individui più talentuosi e dotati. Tutte questioni attualissime e che l’autrice, Maria Ianniciello, tratta con piglio deciso, grazie alla sua esperienza giornalistica ed esistenziale.

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Carla è un personaggio eccezionale e dipinto con grande maestria e realismo: è un’idealista, una donna che ama i fatti, la verità ed è ambiziosa nel volerla cercare a tutti i costi. Non ha paura di dire e di scrivere ciò che pensa, è un’anima “incontaminata” da questo punto di vista. E’ l’anima del romanzo. La dura realtà del compromesso non l’ha scalfita neanche un po’ e il suo carattere coraggioso e audace le consente di far evolvere una personalità dai tratti quasi “eroici”. Carla, però, non è una sprovveduta, né un’ingenua; crede davvero che il mondo possa essere un posto migliore, che ognuno possa avere una parte importante in questo miglioramento e che gli interessi non possano essere anteposti alla giustizia. Il lavoro a Milano la mette di fronte alle logiche di “sopravvivenza” di un giornale e, dunque, di quanti vi lavorano. Benché la sua scrittura fluida ed elegante sia apprezzata, non risulta altrettanto popolare il suo spirito ritenuto anticonformista ma, in realtà, semplicemente pieno di buon senso. Il carattere intrepido della protagonista si scontra con quello del caporedattore, Michele Davanzi. Quest’ultimo è il tipico giornalista la cui lunga esperienza ha, in qualche modo, minato le fondamenta delle sue convinzioni iniziali. Pur essendo brillante e molto abile, infatti, Michele ha perso la scintilla, il fuoco della passione che Carla ancora possiede. Questa fiamma, nascosta sotto la cenere della convenienza, delle regole, continua lo stesso ad ardere e non è raro vederla accendersi nei suoi occhi, soprattutto di fronte alla vivacità intellettuale di Carla. Tra i due l’amore nasce quasi inevitabilmente, verrebbe da dire. Lei vede in lui l’uomo della vita, lui trova nel suo cuore la curiosità di vivere che crede di aver perso. Proprio nel momento in cui questo sentimento sta per sbocciare, Carla mostra tutte le sue fragilità, i conflitti irrisolti che si porta dietro; una lontana relazione sbagliata, il desiderio di compiacere i genitori e il rapporto burrascoso con una madre che non vuole comprendere le legittime aspirazioni dei figli e pretende di controllarne ogni mossa, la paura di essere “sbagliata”, “inadeguata”, di soffrire ancora, di non meritare la felicità. La protagonista è tanto forte nel lavoro quanto debole nella sfera privata, tanto curiosa e intraprendente nella quotidianità fatta di bollettini di guerra e sommosse operaie, quanto disincantata in amore. Questo è un altro conflitto che pare irrisolvibile, invece la soluzione è nel cuore di Carla. La vita la mette di fronte a una scelta che, purtroppo, molte donne sono costrette a fare ancora oggi: la realizzazione professionale, oppure quella di donna. Un’altra battaglia nell’animo di questo personaggio così ben costruito da far pensare che esista davvero e che si chiami proprio Carla Cesinati. Perché una donna non può essere completamente padrona di se stessa e degli “universi” in cui sceglie di esprimere se stessa, il lavoro e la famiglia, per esempio? Perché deve, per forza, amputare una parte della sua personalità, gettare dalla torre una passione o l’altra? Per quale motivo gli uomini non sono mai chiamati a un sacrificio del genere?

 

In un certo senso, come già accennato, Carla non crede di poter conquistare la serenità, di “esserne all’altezza”. Lei stessa, nel riflettere sui conflitti della sua esistenza, non fa che dar loro forza. E’ uno spirito combattivo, eppure duella prima di tutto contro se stessa, o meglio, contro la parte di sé che le suggerisce, istintivamente, di prendere ciò che vuole, di dimenticare il passato e annullare un futuro che, in fin dei conti, non esiste ancora. Mentre Michele, pur nella resa, ha imparato a gestire il conflitto tra regola e libertà, Carla combatte nella certezza di perdere. Questo è un problema enorme della femminilità di ieri e di oggi, che Maria Ianniciello ha tratteggiato con delicatezza pur senza minimizzare la portata dello scontro tra l’Io che crede e l’Io che ha perso la speranza. In un certo senso è come se le donne fossero dei soldati nati con l’armatura: non sanno di potersela togliere, non sono neppure ben consce del fatto che alcuni dei conflitti che dovrebbero risolvere “armando se stesse contro se stesse” non appartengono loro, ma sono un’eredità più pesante del metallo che possono rifiutare decidendo di vivere. Non è facile. In effetti è più semplice prendersela con il nostro io, soprattutto se ci hanno insegnato che solo una parte di noi può sopravvivere a scapito dell’altra. Eppure questa lotta è una continua schiavitù. A questo punto potremmo obiettare che, in fin dei conti, Carla vive la realtà del suo tempo e non è scontato riuscire ad averla vinta su un sistema di un certo tipo. Del resto il mondo gira anche senza di noi. E se provassimo a pensare che è una scusa? Che la realtà è dura, ma noi possiamo modellarla, piuttosto che farci del male? Carla capisce, non senza dolore che, in fondo, giochiamo quotidianamente una partita di cui siamo arbitri delle possibilità limitate, ma è proprio in questi limiti che troviamo e costruiamo noi stessi.

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La sue esperienza del Vietnam le fa capire l’importanza della scelta dettata non dalla società, ma dal cuore, innescando un ulteriore conflitto sentimentale non del tutto sanabile. Il romanzo è strutturato secondo due tipi di “guerra”, quella vera, in Vietnam appunto, i cui resoconti puntuali, studiati sui fatti salienti, danno vita a uno sfondo storico ricco e a intermezzi che si fondono perfettamente con la vicenda narrata e la guerra interiore dei personaggi, scissa tra compromessi e autodeterminazione. Quest’ultima battaglia, soprattutto in relazione alla protagonista, si suddivide in ulteriori conflitti esistenziali che danno al romanzo, nello stesso tempo, la tempestosità di un mare solcato da flutti altissimi, che rappresentano la burrasca dei desideri, dei sentimenti e della paura che blocca e rende passivi di fronte a tanta furia e la fluidità di un oceano tranquillo che sa dove andare, non è mai fermo benché così appaia, attraversato da vivaci correnti, ovvero lo stile scorrevole, compatto, determinato, vivace di Maria Ianniciello“Conflitti” è la storia di tutti noi, del “coraggio di vivere” come cantava Lucio Battisti, che dobbiamo trovare per non essere trascinati alla deriva e scoprire, quando ormai è troppo tardi, che non abbiamo imparato a vivere da uomini liberi. Di seguito il booktrailer di Conflitti, il romanzo di Maria Ianniciello. Puoi acquistare il libro qui a 0,99 centesimi.

 

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Autore dell'articolo: Francesca Rossi

Francesca Rossi
Francesca Rossi, romana, è specializzanda in "Lingue e Civiltà Orientali" a “La Sapienza", ha vissuto ad Alessandria d'Egitto per approfondire lo studio della lingua e la cultura araba. Gestisce tre siti: "La Mano di Fatima", "Divine Ribelli", "Angelica la Marchesa degli Angeli". Per la casa editrice “La Mela Avvelenata” ha scritto diversi racconti tra cui “La Spada di Allah” e partecipato a molte antologie come “50 Sfumature di Sci-Fi” con il racconto “La Preghiera della Sera”. E’ in pubblicazione il suo romanzo “Il Palazzo d’Inverno” e in fase di scrittura l’opera a tema islamico “Alamut”. Il sito: http://elioreds.wix.com/francescarossi Pagina Fb: https://www.facebook.com/FrancescaRossiAutrice

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