I Miracoli del Cielo e i Miracoli della Terra

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Marco(21, 21): “E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete”. Marco (9, 23): “Tutto è possibile per chi crede”. Luca (17, 6): “Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: sii sradicato e trasportato nel mare, ed esso vi ascolterebbe”. Giovanni (14, 12 ): “anche chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi”: dunque miracolo esiste già in chi ha fede in se stesso e segue precise e chiare regole.

Chi confida nella Legge infatti non ronza alla ricerca di raccomandazione, che ignora meriti e premia parentela, amicizia e servile fedeltà. Società, istituzioni, scuola e famiglia devono dare esempio di virtù al cittadino, che, forte dell’insegnamento, conta su se stesso e non rincorre chi sa e chi può. Purtroppo onnipotenza di danaro e prepotenza di potere sono fissate nelle teste fin dall’infanzia da usi e costumi; princìpi, quasi forme di beni culturali, sono solo da citare; diritto e legge, che lo fa valere, sono spesso ignorati, mentre si teme chi ne dispone a suo piacimento; non si crede nella comunità e nelle sue istituzioni, ma si obbedisce a chi può manipolarle: ambizione ed egoismo di pochi, più che natura, producono crimini anche storici e però registrano pure progressi, invenzioni, scoperte e persino novità in arti e lettere.

Umanità fa derivare i miracoli da mondo distante, che le è estraneo, donde piovono solo su fortunati; la ragione invece non li ama e, per la sua sconfinata presunzione di capire e di spiegare tutto, non può concepire miracoli. Infatti la ragione non dice: “alzati e cammina”, perché non lo ammette e per la sua stessa natura non può neanche pensarlo, anche se “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”, Luca (18, 27) o, più concretamente, ciò che è impossibile a ignoranti ed impreparati è possibile a coscienti, convinti ed attrezzati. Questione di fede dunque, cieca nell’aldilà ed illuminata nell’aldiquà da successo. Immaginario e concreto convivono nell’uomo, che segue fede alternativa e che per non scordarlo tiene appese sulle pareti di casa e conservate nel portafoglio immagini di divinità e di esseri umani, che venera con pari passione.

Miracoli di natura divina sono divulgati da chi ne è certo, cui si dà credito di far miracoli pure lui stesso, che si eleva al di sopra di gente comune, la quale crede nella più naturale buona fede, tanto da sperare, come miracoli , eventi alla portata di facoltà umane, se logica d’orticello non l’impedissero, come il Sud, la cui soluzione terrena, logica e possibile, viene affidata a miracolo, immaginario e ultraterreno, facendo preferire, oggi e domani, l’uovo vero (assistenzialismo e mantenimenti vari ) alla ipotetica gallina di chi sa quando (crescita e sicurezza), da spartire per giunta tra tutti quanti, in genere già affidati a buon cuore e ad aldilà: non mancano buone idee che però subiscono profondi cambiamenti nel passar dalle menti alle mani.…Identità, dignità, libertà ed autonomia sono di chi, singolo o comunità, le vuole, le approfondisce e per le quali è disposto a spendere tempo, danaro ed energie.

Nunziante Minichiello

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Autore dell'articolo: Nunziante Minichiello

Nunziante Minichiello
"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

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