Opinioni

La memoria, ecco a cosa serve ricordare

Auschwitz - @Saforrest
Auschwitz – @Saforrest

Oggi ricorre il Giorno della Memoria e molte sono le iniziative che si sono svolte e si svolgeranno nei prossimi giorni in Italia per ricordare le vittime dell’Olocausto.

A tal proposito riflettevo proprio questa mattina sul senso del ricordare. Noi esseri umani abbiamo ragione, sentimenti e memoria. Una specie particolare la nostra; forse l’unica dotata di raziocinio (nessuno può dirlo, perché non viviamo in una favola di Fedro e quindi non parliamo con gli animali). L’uomo pensa e agisce, spesso proprio sotto l’impulso dei ricordi. E, quindi, riflettevo tra me: e, se l’uomo precipitasse nell’oblio senza fine, cosa accadrebbe al nostro pianeta?

Le cose peggiorerebbero per la Terra oppure forse, immemore anche delle atrocità commesse in passato, l’uomo ritornerebbe a essere come un bambino? Come Adamo ed Eva che nel Giardino Terrestre, prima di mangiare la mela, non conoscevano il peccato? Vista da questa prospettiva, la memoria ci peggiora, ma andando più a fondo nella questione mi sono resa conto che i ricordi servono non solo a proteggerci ma anche a farci evolvere. L’umanità è in cammino. Continuamente. Il pensiero cresce e si sviluppa di secolo in secolo, di millenni in millenni, proprio grazie alla memoria, tramandata attraverso le innumerevoli fonti storiche ai posteri. Senza il ricordo, ogni uomo sarebbe privo della sua identità. Non proverebbe alcuna emozione, e somiglierebbe a Gus, il protagonista del film “Ricordami ancora”, un uomo che ogni mattina non ricordava ciò che aveva fatto il giorno prima, oppure come Paige de “La memoria del cuore” che aveva dimenticato l’ultima parte del proprio vissuto e quindi anche il suo grande amore per Leo. Un pezzo d’identità perciò se ne va. Un’umanità priva di ricordi è destinata a estinguersi, ma un conto è tramandare ai posteri ciò che si è appreso e un altro è vivere perennemente nel passato, senza assaporare mai il momento presente. E` vitale per ciascuno di noi far tesoro dell’esperienza acquisita, lasciando però andare ciò che è stato, in modo da vivere bene ogni attimo della nostra esistenza per prepararci a un domani migliore. Ma bisogna sempre perfezionare ciò che di buono è stato costruito grazie a quei momenti di vita che comunemente noi chiamiamo errori, affinché essi non si ripetano mai più…

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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