Non solo film

Nel film “Song’ e Napule” tutto il cuore dei neomelodici (e non solo)

locandinaLa trama e la recensione – I Manetti incontrano Napoli e nasce così, tra i registi e la città, una storia d’amore che si concretizza in un film divertente, ma senza esagerazioni, con un contenuto didascalico. In “Song’ e Napule” ci sono i quartieri più belli e c’è soprattutto il cuore partenopeo. Quello dei neomelodici che con la loro musica fanno impazzire madri, nonne, bambine e soprattutto le teenagers. Questi cantanti, che parlano d’amore, spesso non corrisposto, oppure di storie finite, sono una delle voci di Napoli. Forse la più forte. E Lollo Love non fa eccezione. Il personaggio – uno dei più riusciti di “Song’ e Napule” – è interpretato da Gianpaolo Morelli, che ha scritto anche il soggetto del film, il cui protagonista è però Paco Stillo (Alessandro Roja), diplomato al conservatorio e raccomandato dalla madre per entrare in Polizia. “Il mio accento si deve sentire”, canta Rocco Hunt in “Nu juorno buono”, ma Paco fa il contrario: non parla napoletano, si sofferma su quello che non va e di conseguenza non vede il bello di Napoli, che definisce “una fogna a cielo aperto”. Fino a quando il commissario Cammarota (Paolo Sassanelli) non decide di utilizzarlo come infiltrato al matrimonio della figlia del boss di Somma Vesuviana, con l’obiettivo di arrestare O’ Fantasma, un pericoloso latitante, di cui però la polizia non conosce il volto. Paco cambia look, nome (si fa chiamare Pino Dinamite) ed entra come pianista nel gruppo di Lollo Love, che dovrà suonare al party di nozze della figlia del boss. Il pubblico, attraverso gli occhi del protagonista, è così catapultato nella realtà partenopea e a poco a poco vede decadere ogni pregiudizio su Napoli e sui neomelodici. Non tutto è marcio e la città conserva un suo fascino, che si manifesta nel sorriso della gente, negli splendidi panorami, nella cultura, nella musica e nei caratteristici vicoli. I Manetti Bros portano quindi al cinema una città di cui si erano perse quasi le tracce, cioè la Napoli raccontata da Edoardo De Filippo e da altri commediografi che sapevano ancora contemplare la bellezza, nonostante le molte contraddizioni e gli elementi negativi. E i due registi romani lo fanno con un cast di attori talentuosi, fra i quali ci sono Carlo Buccirosso, Peppe Servillo, Serena Rossi, oltre agli interpreti già citati. La colonna sonora è dei compositori genovesi Pivio e Aldo De Scalzi.

Trailer: http://youtu.be/Jya-AoDUEJM

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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