Non solo film

Lidia Vitale, attrice da sempre: l’intervista

Lidia Vitale ©Fabio Lovino
Lidia Vitale ©Fabio Lovino

 

Espressione, catarsi e libertà: tre parole usate da Lidia Vitale per definire una passione, che è nata durante l’infanzia e che le regala ogni giorno emozioni diverse e antitetiche, in base ai ruoli che interpreta. Lidia Vitale è un’attrice completa e carismatica che spazia dalla Televisione al Teatro e al Cinema, dove ha lavorato con attori e registi del calibro di Sergio Castellitto, Gabriele Muccino, Kim Rossi Stuart, Vincenzo Salemme. In questo periodo Lidia è a Teatro con il Monologo “Solo Anna”, diretto da Eva Minemar e scritto da Franco D’Alessandro. Lidia è Anna Magnani, il personaggio che – spiega l’attrice a Cultura & Culture – «mi somiglia di più, perché ha in comune con me moltissime cose; questa esperienza mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco. Anna, come me, era una ragazza madre, era dedita al lavoro, era puntigliosa e aveva un atteggiamento di forza che copriva una grandissima vulnerabilità». E inoltre la Magnani era romana, come la Vitale, che ha debuttato a Los Angeles proprio con il monologo “Solo Anna”.

©Davide Musci
Lidia Vitale ©Davide Musci

Come si è trovata negli Stati Uniti?

Gli attori negli Usa usufruiscono di un sistema di protezione del lavoro forte e capillare. Al contempo loro forse sono più ingenui; e questa ingenuità li fa rimanere bambini, nell’ambito di un sistema produttivo saldo, che li protegge.

Lei studia il personaggio con estrema attenzione. Che cosa rappresenta, per lei, il volto e cosa la maschera?

Io non credo molto nella maschera. Al contrario, credo in un volto che si fa portavoce del personaggio attraverso un intenso percorso interiore.

Si è laureata in Sociologia… perché ha scelto questa facoltà?

All’inizio ero indecisa tra Sociologia e Psicologia, perché entrambe le discipline agevolano l’attore nello studio del personaggio. Alla fine ho scelto Sociologia. Ritengo comunque che lo studio ti dia una “struttura ossea”, cioè ti fornisce le basi per il futuro.

E` diventata mamma a ventiquattro anni. E` stato difficile conciliare la carriera di attrice con la maternità?

E` stato faticoso, impegnativo. La maternità è stata tuttavia da stimolo a velocizzare il percorso intrapreso e a considerare la recitazione come un vero lavoro, togliendogli quell’alone patinato, intellettuale.

Ha lavorato anche con Castellitto e con Muccino. Come si è trovata?

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Lidia Vitale in “Solo Anna”

Castellitto è un grande attore. Lavorare con lui è facile, perché, anche se non parliamo lo stesso linguaggio interpretativo, io capisco immediatamente quello che lui vuole. Gabriele fa un grande lavoro con il personaggio ed è molto accogliente. Ti mette a tuo agio.

Parliamo di Buddismo… Come ci è arrivata?

Ci sono arrivata per gioco, durante l’adolescenza. Una mia amica mi disse: «Conosco una cosa che rende felici». Era il Buddismo. Da allora cominciai a praticare questa disciplina, diventando una “ragazza modello”, tanto che a Scuola dalla media del due passai a quella del nove. Una metamorfosi. Il Buddismo ha guidato la mia vita; è una pratica che mi ha conquistato intellettualmente e culturalmente, perché risveglia il potenziale dell’uomo, il quale fa parte di un microcosmo che a sua volta si trova in un macrocosmo.

Che cosa simboleggia per lei la Cultura?

La Cultura è tutto ciò che non fa addormentare le menti e che quindi rende liberi. Purtroppo la Cultura in Italia viene penalizzata anche in Televisione.

Lidia Vitale in La santa
Lidia Vitale in La santa

Chi è il suo modello? Il suo maestro?

Sono tutte quelle persone e quei film che mi hanno agevolata nel percorso di crescita.

Preferisce recitare per il Cinema, per il Teatro o per la Televisione?

Non fa differenza; in realtà cambia solo la modalità d’interpretazione. Sicuramente io amo molto il Cinema, perché adoro tutto ciò che ruota intorno alla macchina cinematografica.

Cosa le piacerebbe fare nel prossimo futuro?

Vorrei guadagnare di più per produrre delle cose mie e inoltre mi piacerebbe fare un bel film che mi dia la possibilità di esplorare l’aspetto più intimo della mia persona.

Lei si è dedicata anche alla regia. Ha diretto  un cortometraggio. Preferisce stare davanti o dietro la macchina da presa?

La regia mi diverte moltissimo, perché mi dà più autonomia. Tuttavia la mia vera passione è la recitazione.

 

Ecco le prossime date del tour di Lidia Vitale
A Firenze il 7 e 8 dicembre presso la Chiesa  di Sant’Onofrio – Educatorio di Fuligno

A Pescara il 13 dicembre presso lo Spazio Di Paolo

 

Per saperne di più su Lidia Vitale: http://www.lidiavitale.com/biography_ita/

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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