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Le Mans ’66: il film che ti fa dimenticare di essere italiano. Recensione

Le Mans ’66 – La grande sfida è un film avvincente che ti conquista sin dalla prima sequenza quando uno spericolato Caroll Shelby (Matt Damon) smette di correre per un problema al cuore, come se il muscolo cardiaco gli intimasse di decelerare, di darsi una calmata, di ritirarsi. Caroll, infatti, segue il consiglio del medico e comincia a costruire automobili da corsa.

Intanto la macchina da presa di James Mangold ci trascina nella vita, ultra movimentata, dell’altro protagonista di questa storia: quel Ken Miles che fece trionfare la Ford sui circuiti di Le Mans nel 1966 e che divenne un’icona per le future generazioni di piloti americani.

Le Mans ’66: recensione e trama

Christian Bale, ancora una volta trasformato nel corpo, con il volto scarnato e l’andatura fiera, dà le sembianze al pilota e collaudatore Miles, rendendo questo personaggio un antieroe dei nostri giorni, una sorta di villain che la società rinnega per paura delle sue reazioni folli e impulsive.

L’antagonista è Leo Beebe (Josh Lucas), prototipo di una società che incalza coloro che non si adeguano alle regole perché si comportano da veri puro sangue.

Le Mans '66 recensione

Le Mans ’66 – La grande sfida non racconta solo lo scontro tra Ferrari e Ford, molto acceso negli anni Sessanta, ma descrive seppur superficialmente un sistema competitivo mettendo al centro i due protagonisti di questa appassionante vicenda, con la loro lealtà, le loro molteplici sfaccettature, il loro essere umani fin in fondo oltre le regole, oltre le congiure, oltre la paura in una realtà fortemente individualista.

Quando il più ‘debole’ prevale sul più forte

Il film, sfruttando l’espediente narrativo del più debole che riesce a battere il più forte, è una corsa al superamento degli ostacoli senza frasi fatte, né atteggiamenti smielati. Ed è per questo un surrogato di emozioni che via via diventano più forti fino al duello finale. Un po’ come accade nei migliori western.

Le immagini nitide con le panoramiche e i leggeri zoom ricalcano le parole di Miles che, quando corre, apre la visuale perché, se ti chiudi, sei destinato a perdere.

Le Mans ’66 – La grande sfida ci fa dimenticare di essere italiani. Difatti, grazie alla meravigliosa performance di Damon e Bale, facciamo il tifo per la Ford.

Dall’altra parte c’è Enzo Ferrari (Remo Girone) con il suo carisma e la sua gloria. E poi c’è un’Italia che non vuole svendersi allo straniero, un’Italia coraggiosa fatta da uomini tenaci.

Nel mezzo c’è la guerra che è ancora viva nei ricordi di tutti e fa da spartiacque tra il vecchio sistema (un po’ più collettivo) e il nuovo (molto individualista).

Le Mans '66 recensione

Insomma, se dovessi confrontare questo film con altre pellicole non citerei Rush. Il ritmo qui è più cadenzato, meno incalzante, ma mai noioso.

Lo vedo in realtà più simile a film come La battaglia dei sessi e Borg McEnroe. Ve lo consiglio. (Marica Movie and Books. Seguimi sui social)

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Marica Movie and Books

Marica Movie and Books è Maria Ianniciello, ideatrice di Cultura & Culture. Marica Movie and Books scrive recensioni e gira videorecensioni di film, libri e serie tv. Marica come Maria Carmela, il secondo nome di Maria Ianniciello.

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