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Cena con delitto: recensione del film

Se avete intenzione di andare a vedere Cena con Delitto – Knives Out (e ve lo consiglio vivamente, anche se non siete appassionati di Agatha Christie e dei gialli in generale), vi suggerisco di sedervi comodamente sulla poltrona e di non farvi ingannare dai primi venti minuti. Anzi, vi dirò di più: osservate attentamente tutti i dettagli, aprite le orecchie e ascoltate ciò che i personaggi dicono. Non distraetevi.

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Cena con delitto: recensione

Con degli ottimi campi-controcampi il regista Rian Johnson – che ha scritto anche la sceneggiatura – dà subito la parola agli interlocutori ampliando più volte lo sguardo, con soggettive e qualche simi-soggettiva per darci i vari punti di vista. L’ambiente, dove si sono svolti i fatti, è un’agiata abitazione di campagna, nascosta nella vegetazione. Il proprietario è Harlan Thrombey (Christopher Plummer), un famoso e ricco scrittore di thriller che viene trovato morto dalla sua infermiera, Marta Cabrera (Ana de Armas), in circostanze misteriose dopo aver festeggiato il suo ottantacinquesimo compleanno proprio con una cena.

Secondo la polizia locale, si tratterebbe di un suicidio ma sulla scena del crimine compare lui: Benoit Blanc (Daniel Greg) che è stato ingaggiato da uno sconosciuto per risolvere il caso. Secondo il noto detective, invece, non c’è dubbio che si tratti di omicidio e, dunque, bisogna trovare il colpevole in un contesto dove tutti (tranne una persona) sanno mentire.

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Un film classico…

Il regista gira un film classico nello stile e nella scelta dei soliti tipi umani ma molto moderno nei contenuti. Rievocando film come Assassinio sull’Oriente Express, Cena con delitto offre diversi spunti di riflessione. La lotta per la cospicua eredità, il bisogno dello scrittore di responsabilizzare i figli e i nipoti, che hanno avuto vita facile proprio grazie al suo talento, nonché il tema dell’emigrazione clandestina sono l’asse portante di tutto il film. Ma nulla è come appare, tutto può accadere e ciascuno potrebbe avere un suo movente.

Intanto il campo d’azione con i suoi chiaro-scuri contribuisce a creare pathos e mistero in contrapposizione agli abiti colorati dei pittoreschi personaggi. Ciascun componente di questa ricca famiglia, si mostra difatti diverso da ciò che è in realtà. Il rancore viene quindi celato dai volti sorridenti, dalle parole di circostanza e dall’idea che per esistere devi apparire in un certo modo. Harlan ne è consapevole e le sue scelte saranno molto ponderate creando scompiglio e acuendo i conflitti celati che escono allo scoperto con parole taglienti quanto i coltelli che vediamo proprio durante l’interrogatorio, dietro ciascun personaggio.

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Cena con delitto è insomma un film davvero avvincente, che diverte con gusto ed eleganza anche grazie ad un cast esilarante, da Daniel Craig a Toni Collette, da Jamie Lee Curtis ad Ana de Armas e Chris Evans, da Don Johnson e Michael Shannon a LaKeith Stanfield. Purtroppo posso svelarvi molto poco per non rovinarvi il gusto della sorpresa. Concludo con il suggerirvi di non farvi ingannare dal titolo. Non si vedono pietanze, né tavole imbandite nella pellicola. Le sequenze sono girate sia in ambienti esterni che interni, in modo alquanto dinamico, e i dialoghi sono brillanti, divertenti, sagaci. Come la mente del regista che ha creato questo giallo. Da non perdere! (Marica Movie and Books)

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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