Libri: recensioni & interviste

Assange in libreria con “Internet è il nemico”

Traduzione: Giancarlo Carlotti  Collana: Serie Bianca Pagine: 176 Prezzo: Euro 14
Traduzione: Giancarlo Carlotti
Collana: Serie Bianca
Pagine: 176
Prezzo: Euro 14

Julian Assange è creatore di WikiLeak, il sito che nel 2010 ha portato alla luce, violando i computer del governo americano e del Pentagono, 250mila documenti catalogati come confidenziali o segreti. Le sue idee e i suoi scoop hanno fatto molto discutere e adesso saranno ancor di più alla portata di tutti grazie a un libro che sarà possibile acquistare dal 5 giugno 2013. Il testo, edito da Feltrinelli, si intitola “Internet è il nemico”. Una frase provocatoria per  lanciare  a ciascuno di noi, navigatori quotidiani, felici utenti dei social network, amanti dello shopping online un allarme. «Noi crediamo di essere liberi, ma in realtà siamo dei sorvegliati speciali, intrappolati in una rete che consideriamo democratica, ma dietro cui si celano poteri nascosti che in ogni istante decidono per noi e spesso contro di noi». Almeno questo è quanto scrive Assange, il quale afferma inoltre che siamo vittime di una guerra di nuovo tipo e non lo sappiamo: una “crittoguerra” in cui la posta in gioco è l’accesso all’informazione, la tracciabilità dei comportamenti, il riorientamento delle nostre più intime abitudini di vita. «Una crittoguerra in cui i più forti sanno rendere inaccessibili le informazioni che li riguardano, e i più deboli si ritrovano nudi, completamente esposti agli strumenti che vagliano senza sosta quell’immensa banca dati che è il web, nato come grande promessa di democratizzazione e divenuto implacabile strumento di controllo». «Internet è diventato il nemico», denuncia Julian Assange in queste pagine firmando un testo che è già un libro di culto, nato durante la detenzione a seguito dello scandalo WikiLeaks. L’autore sostiene anche che «se ormai tutti gli stati, gli eserciti, le multinazionali si stanno attrezzando a combattere un nuovo tipo di conflitto, condotto sulla rete da veri e propri “ciberguerrieri”, una strategia di resistenza dovrà ricorrere a strumenti analoghi nel tentativo di ribaltare la situazione. Dovrà sottrarre il cittadino all’incessante radiografia informatica dei suoi comportamenti, e sottoporre a verifica pubblica la miriade di operazioni con cui un pugno di attori sposta in un clic capitali e informazioni, progetta guerre o occulta notizie, crea ricchezza o miseria ai quattro angoli del pianeta». Verità? Menzogne? Tentativo di prendere l’attenzione?

 

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