Libri: recensioni & interviste

Angiolina: poesia amorosa giovanile

angiola tirzaAvellino-  A Montella, ridente cittadina irpina, la cultura è di casa. 

Questo week-end è stato presentato a villa De Marco, il libro di Angiola Tirza. Un volume, diviso in due parti, che racchiude l’essenza dell’amore puro per la vita.

L’associazione- La presentazione del libro è stata implementata all’interno delle giornate di Ginestra. Questa è un’associazione di donne per le donne. Senza fini di lucro, volta ad affrontare le questioni dell’universo femminile. 

Quale occasione migliore per il lancio di un lavoro scritto da una donna.

«È la poesia che si riscopre. Il termine “amorosa”  ai più appare limitativo, invece in esso è intriso il senso di un’amare intenso, non stereotipato» descrive Anna Dello Buono, presidente di Ginestra e svela un segreto: «Angiola Tirza è uno pseudonimo; voi vi chiederete perchè una donna, affermata e decisa nella vita si nasconde sotto un altro nome?! ebbene, la risposta è molto profonda: l’autrice vuole, in questo modo mettere in risalto soltanto la sua essenza nella scrittura, vuole che della sua opera si abbia una lettura pura, senza farsi condizionare, a prescindere da chi sia l’autore. Una poesia femminile. C’è chi afferma che la poesia scritta dalle donne, sia diversa da quella scritta dagli uomini; sì. Essa è più autentica, che va al dilà degli schemi.»

La dedica- “A tutte le donne che amano e che odiano, che amano la vita e odiano la morte ma soprattutto pensano».

Parole di ammirazione anche dall’assessore alla cultura del Comune di Montella, Miranda Granese:«la prosa è un’essenza che prima arriva al cervello e poi arriva al cuore. La poesia no. Arriva direttamente al cuore. In essa è racchiuso tutto il bene e l’amore per il genere umano. L’amore non ha storia. È intenso, è forte. Quando incontriamo Amore pare di conoscerlo da una vita, quando ci abbandona sembra come se non l’avessimo mai incontrato. Il tema della nostalgia è frequente. Una nostalgia struggente dei tempi che furono. Tempi in cui eravamo felici pur non avendo tutte le comodità che abbiamo oggi».

La casa editrice- Silvio Sallicandro per Delta 3 si sofferma sulla copertina:« Ritrae una donna  e sullo sfondo un lago. Importante notare la differenza cromatica dei due volumi. Il primo, la poesia giovanile, è rappresentato con il verde pastello, a indicare la speranza, la seconda parte, la poesia della maturità, è in ramato come una madre che ci avvolge tra le sue calde e morbide braccia (colore complementare al verde per la cromoterapia; punto di equilibrio ndr)».

L’ambasciator non porta pena- Angiola Tirza tramite la sua portavoce, Angela Ziviello, ci comunica che scrive di poesie, non banale e non scontata. Tirza ci avverte di guardarci bene da chi crede che per scrivere poesia basti mettere in colonna delle parole. Sarebbe poesia, a questo punto,  anche la lista della spesa o una ricetta sarebbe poesia. Nel suo libro, afferma che c’è un ponte che collega lettore e autore, scambia i ruoli; li inverte. Crea il leitmotiv. Angiola consiglia di sfuggire alla lettura pret-a-porter. 

L’analisi del testo a cura della professoressa Teresa Romei:«Viviamo in un periodo molto complesso per quanto riguarda l’universo femminile;trovarsi di fronte a un libro di questo spessore è un atto meritorio per l’autrice. Condivido l’affermazione che scrivere poesia non è un atto semplice. Richiamo Quasimodo nel sostenere che è opportuno che ognuno svolga il proprio mestiere ed anziché dedicarsi alla poesia, faccia ciò in cui riesce meglio.  All’interno del lavoro di Angiola Tirza, emergono numerose tematiche come, ad esempio, il sud e la realtà contadina; il sud ed il terremoto del 1980. Angiolina nella seconda parte del libro, si rifà a Senilità di Italo Svevo. Guarda il mondo e l’amore per esso attraverso gli occhi di una fanciulla che oramai è diventata una donna matura. Una donna simbolo come Beatrice per Dante, una donna che inneggia alla luna, una donna capace di descrivere l’esperienza unica per ogni donna: la maternità».

Nel corso della giornata Marcella Riccardi, ha mostrato l’arte oramai in disuso del Tombolo. Strumento per realizzare manufatti in tessuto.

Per l’acquisto del libro Edizioni Delta 3: 0825-426151

Romina Capone

Commenti

commenti

Romina Capone

Romina Capone, Avellino. Dottoressa in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi di Salerno. Laureata in materia di Linguaggio giornalistico, è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Nel 2008 fino al 2010 ha collaborato per il quotidiano provinciale "Ottopagine". Dal 2011 ad oggi scrive per il quotidiano nazionale "Il Mattino". Intermediatore culturale per la casa editrice Il Papavero di Donatella De Bartolomeis. Moderatrice di eventi e scrittrice. Per Cultura & Culture, è responsabile della sezione Cultura (Arte e libri).

Lascia un commento

shares