Libri: recensioni & interviste

AD ANDREA SEGRÈ IL PREMIO ARTUSI 2012

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Andrea Segrè

Qualcuno lo ha definito il “Robin Food” della lotta allo spreco. Perché ha promosso in prima persona il recupero a fini benefici di alimenti invenduti nel mercato. Un impegno che per Andrea Segrè si è trasformato in scelta di vita attraverso la messa in campo di azioni concrete come il Last Minute Market e la campagna “Un anno contro lo spreco”, nel 2012 dedicata all’energia, fra pochi giorni al suo clou con le Giornate 2012 contro lo Spreco. Per questo suo impegno il Comune di Forlimpopoli (Fc) ha deciso di tributargli il Premio Artusi 2012, prestigioso riconoscimento assegnato a coloro che si sono distinti per l’originale contributo dato alla riflessione sui rapporti fra l’uomo e il cibo, in passato assegnato a personaggi dello spessore di Wendell Berry (2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010), Oscar Farinetti (2011). Il Premio Artusi 2012 gli sarà conferito, si legge nella motivazione, per l’impegno a favore di un tema estremamente caro a Forlimpopoli, la «lotta allo spreco mediante meccanismi – come il ‘Last Minute Market’ – che oltre a recuperare e riconvertire concretamente le eccedenze e gli sprechi alimentari conduce alla promozione di un consumo consapevole e al sostegno di un modello economicamente ed eticamente sostenibile».

Il Premio gli sarà consegnato sabato 6 ottobre alle 16.30 a Casa Artusi durante un incontro pubblico. Per l’occasione Segrè presenterà anche il suo nuovo libro “Cucinare senza sprechi” (Casa Editrice Ponte Delle Grazie), il libreria dal 4 ottobre. Il volume sarà illustrato dallo storico dell’alimentazione e della cucina Alberto Capatti, membro del Comitato Scientifico di Casa Artusi.

«Riprendiamo a guidare il carrello della spesa, riappropriamoci del frigorifero e della nostra dispensa, impariamo a usare al meglio i nostri fornelli, osserviamo con maggiore attenzione dentro il bidone della spazzatura. Capiremo che il nuovo mondo, una rivoluzionaria società eco-logica ed eco-nomica, passa per la cucina. Dove il primo comandamento, quello a monte di tutti gli altri, deve essere: NON SPRECARE», si legge nell’introduzione del libro.

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