Non solo Cinema

Nel film “Storia di una ladra di libri” il potere è nelle parole

La pellicola di Brian Percival, basata sul romanzo di Markus Zusak, ci porta nella Germania Nazista per narrarci la storia di Liesel, la ragazzina che per esorcizzare la morte ruba i libri…

 

Storia di una ladra di libri

 

Per Aristotele, il pensiero prendeva forma attraverso l’immaginazione. Immagini che diventano pensiero. Pensieri che si trasformano in parole, le quali sono potenti perché in esse c’è tutta l’essenza del mondo. Le parole oltrepassano il tempo soprattutto se sono affidate alla scrittura e quindi ai libri, vero patrimonio dell’umanità. Ci sono le parole, divulgate in volumi proibiti, e poi c’è la Morte nel film “Storia di una ladra di libri”, diretto da Brian Percival e basato sul romanzo di Markus Zusak, edito in Italia da Sperling & Kupfer. La pellicola ci riporta indietro, nella Germania Nazista degli anni Trenta e Quaranta. La protagonista è una bambina bionda di nome Liesel (Sophie Nélisse), che viene adottata da una singolare coppia, il signor Hans Hubermann (Geoffrey Rush) e la moglie brontolona, che sembra avere il cuore d’acciaio, Rosa (Emily Watson). storia-di-una-ladra-di-libri-teaser-poster-italia_midLiesel è curiosa e intelligente ma non sa leggere e per questo è derisa dai suoi compagni di classe che la chiamano “scema”. La ragazzina non si dà per vinta, e con l’aiuto del tenero signor Hans, impara a leggere. I libri diventano così la sua più grande passione, il suo antidoto alla morte, che si vede a tratti negli occhi del moribondo Max (Ben Schnetzer) – un ragazzo ebreo che i genitori adottivi di Liesel nascondono nella cantina di casa – ma anche nei bombardamenti e nell’Olocausto. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, scriveva Cesare Pavese, dialogando poi con la speranza, che Liesel, però, non perde mai, perché nel momento in cui la vita le dà una sfida, in compenso le fornisce anche un appoggio, che si concretizza nell’amore del papà Hans, nell’affetto che Rosa stenta a dimostrarle, ma soprattutto nella profonda amicizia con Rudy (Nico Liersch), un bambino dal cuore d’oro profondamente innamorato di lei, e con Max, il quale le insegna a usare la forza dell’immaginazione e a osservare veramente: «Se i tuoi occhi potessero parlare che cosa direbbero?», le chiede.

In “Storia di una ladra di libri” la Guerra e l’Olocausto, portati sul grande schermo centinaia di volte, sono proposti in un’ottica nuova, non scontata, con un messaggio fortemente didascalico. Il film, infatti, va dentro le cose con l’irruenza delle immagini, per narrare attarverso la macchina da presa come la lettura e i libri possano migliore le persone, rendendole curiose e attente ai particolari. Liesel comincia così a rubare i libri per perdersi in quelle parole che faranno la fortuna di questa piccola e coraggiosa furfante

Trailer: http://youtu.be/hoL_bnwWtoQ

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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