Tornare umani, il libro di Susanna Tamaro

Tornare umani (Solferino) di Susanna Tamaro non è un libro rassicurante, tutt’altro. La scrittrice di Va dove ti porta il cuore nel suo nuovo lavoro costringe il lettore o la lettrice a porsi delle domande partendo da emozioni primordiali, rappresentate da grafemi cinesi: la tristezza, la paura, la rabbia, la nostalgia. Il saggio termina poi con un’appendice su tre personalità che con il loro esempio potrebbero indurci a seguire una traiettoria diversa, più naturale, più autentica.

Tornare umani: recensione del libro di Susanna Tamaro

Tornare umani, dicevo, non è un saggio rassicurante proprio perché ripercorre le fasi salienti della pandemia da Covid-19 per dirci che già prima dell’emergenza l’umanità era segnata da una grave sofferenza che la pandemia ha soltanto messo in evidenza amplificando a dismisura tutte le contraddizioni della nostra epoca che Susanna Tamaro definisce dello squalene. Sì, perché ciascuno di noi, secondo la tesi della scrittrice, ha perso la propria anima perché gli squali della finanza e del consumismo ci vogliono timorosi, deboli, incerti e lontani dalla Natura.

Secondo Tamaro, veniamo imbottiti di farmaci e vaccini. La Medicina, che dovrebbe migliorare la qualità della nostra vita – si legge nel libro – ha invece assunto le sembianze di una religione che vive di dogmi, ricette già prescritte, protocolli e vigili attese. Tornare umani è inquietante perché rievoca il terrorismo psicologico dei Media, l’impossibilità del normale cittadino di porre domande sui vaccini, sulle cure, sull’evoluzione della pandemia perché disorientato ed impaurito dalla certezza che un eventuale dubbio o l’idea stessa di non farsi vaccinare lo avrebbe collocato tra i reietti, tra gli esclusi, tra coloro che sono sospesi. Come se il paziente fosse soltanto un corpo, tipo i poveri polli degli allevamenti intensivi, non un’anima pensante.

Gli argomenti trattati nel libro sono vari, tra questi le certezze dei vari virologi – che poi venivano smentite mesi dopo dai dati e dai numeri -, e l’incapacità dei Media di fare una vera divulgazione scientifica.

Il limite del libro

Ci sono delle lacune in questo saggio. Per esempio ci si accanisce, a mio avviso, troppo sia sul protocollo della tachipirina e della vigile attesa sia sulle controindicazioni dei vaccini che, secondo Tamaro, potrebbero avere ripercussioni negative sulla salute dei vaccinati. Eppure non c’è nessun elemento che faccia pensare ad eventi nefasti collegati ai vaccini.

L’aumento della mortalità in Europa nel 2022 – che è innegabile ci sia stato – potrebbe essere causato da cause demografiche ed ambientali nonché dagli effetti secondari della pandemia, come un ritardo delle diagnosi, l’innalzamento delle temperature estive, che è pericoloso per la salute di azioni e bambini, gli stili di vita, il Long Covid e soprattutto l’aumento dell’età media della popolazione europea.

Certo, non si può escludere nulla ma attribuire ai vaccini con assoluta certezza la responsabilità dei decessi in aumento e delle malattie mi sembra davvero irragionevole, perché non ci si può limitare ad osservare un fenomeno circoscritto in una piccola area. C’è bisogno di indagini e di dati; vanno prima fatte delle ipotesi che poi devono essere confermate tramite studi che daranno dei dati. Insomma, certe affermazioni vanno provate ed il limite di Tornare umani non è tanto quello di creare un dubbio (chi pensa crea dubbi) quanto quello di fare delle affermazioni molto gravi senza prove.

D’altronde non si può chiedere ad una scrittrice di fare il lavoro degli scienziati che dovrebbero fornire risposte sull’aumento nel 2022 della mortalità europea quasi per tutte le fasce d’età compresi i bambini. Per il resto come non essere d’accordo con Tamaro? Stiamo perdendo la nostra anima e la Medicina, anche i medici di base, ci considerano dei corpi. Solo dei corpi…

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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