Il diritto di contare: recensione e trama del film

'Il diritto di contare'. Qui la trama e la recensione del film senza spoiler.

Il diritto di contare. Trama e recensione del film che andrà in onda questa sera (9 settembre 2020, in prima serata, nda) su Rai 1 e che potete vedere in streaming sulle varie piattaforme a pagamento.

Il diritto di contare: trama del film

A cambiare lo stato delle cose sono quasi sempre i folli, i puri di cuore, i creativi. Cioè coloro che rischiano perché non hanno paura di far valere le proprie ragioni, né di mettersi in gioco. Anche quando tutti li invitano – a volte con le buone, tante altre con le cattive – a fare il contrario. Almeno questo è ciò che trapela dal film.

Siamo negli anni Sessanta, quando Stati Uniti e Unione Sovietica non si contendevano solo il pianeta ma pure lo Spazio. La lotta, per portare il primo uomo fuori dalla Terra, fu accesa tra le due potenze che misero insieme i cervelli più validi per raggiungere l’ambito traguardo.

L’America non badò a spese e la Nasa unì nei suoi uffici il meglio dell’intelligenza americana. Tra queste personalità c’erano molte donne di colore. Ed è proprio su di loro che il regista, Theodore Melfi, alza l’obiettivo in maniera encomiabile, senza alcuna sbavatura né tempi morti.

Recensione

Il ritmo cinematografico è calmo ma non lento, pacato ma non noioso. E, con uno stile classico-moderno, la storia si snoda facendoci conoscere tre personalità femminili dalla forza dirompente.

Tre donne, apparentemente svantaggiate per nascita, le quali mettono a disposizione degli Usa la loro genialità. Ma sempre con educazione che non fa rima mai con cedevolezza.

Tre menti brillanti che per nessuna ragione rinunciano a essere ciò che sono nel profondo per aderire al ruolo che la loro condizione le impone.

E questo perché il talento – che non è mai malleabile – si tinge di imprevedibilità e non rispetta alcuna convezione sociale.

Il diritto di contare: il libro

Il diritto di contare: il talento è asessuato…

La mano del matematico Katherine Johnson (Taraji Penda Henson) si muove abile sulla lavagna collocata in un ufficio  di uomini bianchi, sotto lo sguardo esterrefatto del suo superiore (Kevin Costner).

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Colpiscono inoltre la determinazione di Mary Jackson (Janelle Monàe) e la lungimiranza di Dorothy Vaughan (Octavia Spencer).

Queste donne sono motivate quanto altruiste e riescono a superare con estrema dignità una serie di umiliazioni pur di far valere i propri diritti e contribuire ai successi della loro nazione.

Il diritto di contare è un film, dunque, che dovrebbe essere visto soprattutto dalle adolescenti affinché dimostrino il proprio valore senza adeguarsi per forza a logiche maschili.

Il diritto di contare: il libro

Il Genio non ha colore…

La pellicola tratta con intelligenza la tematica dell’emancipazione, sotto la quale aleggia un altro tema non meno importante: quello dei diritti civili degli afroamericani affrontato quest’anno da altri film, come Barriere.

Con Il diritto di contare, dunque, il Cinema ci fa capire che il talento non ha colore né sesso. “Come facciamo a ispirarci alla grandezza quando niente di noi ci può bastare?”, si chiede Mandela nel film Invictus.

Il presidente cita poi la poesia di William Ernest Henley da cui prende il titolo tutto il film:

“Dalla notte che mi avvolge/Nera come la fossa dell’inferno/Ringrazio qualsiasi Dio esista/Per la mia invincibile anima/Nella feroce morsa delle circostanze/Non mi sono tirato indietro né ho gridato/Sotto i colpi d’ascia della sorte/Il mio capo è sanguinante ma indomito/Oltre questo luogo di collera e di lacrime/Incombe solo l’Orrore della fine/Eppure la minaccia degli anni/Mi trova, e mi troverà imperturbato/Non importa quanto stretto sia il passaggio/Quanto piena di castighi la vita/Io sono il padrone del mio destino/Il capitano della mia anima”. 

Penso che questi versi rendano bene l’idea di come ciascuna di noi possa trovare dentro di sé le motivazioni per superare le avversità della vita, seguendo l’esempio magari delle protagoniste de Il diritto di contare. (Maria Ianniciello)

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Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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