Non solo Cinema

Effetto Museo: Stefano Benni e l’amore a Villa Pignatelli

Stefano Benni e Brenda Lodigiani © Errico Sarmientos
Stefano Benni e Brenda Lodigiani © Errico Sarmientos

culturaeculture.it è un blog indipendente. Offrici un caffè. Grazie.

Lo scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta, drammaturgo e umorista italiano Stefano Benni racconta l’amore a Villa Pignatelli, a Napoli, in occasione dell’evento organizzato, in esclusiva nazionale, nell’ambito della particolarissima rassegna intitolata “Effetto Museo”. Ambientato tra le magnificenti mura della settecentesca villa, illuminata a festa, il reading ha assunto subito i connotati di un evento unico, teso a conquistare lo spettatore e a portarlo in una dimensione altra, lontana eppure quanto mai contemporanea per contenuti ed intenzioni.

Accompagnato dalla bella, brava ed espressiva attrice di teatro e tv Brenda Lodigiani, Stefano Benni porta in scena cinque racconti sull’amore prontamente deformato, scannerizzato, sezionato, deriso, scanzonato.  Il primo racconto s’intitola “Pari e patta”: tra chanel e gamberoni, i nasi aquilini di due “nuovi” ricchi vengono scovati dalla lente di Benni che riesce a dar voce ai sentimenti che fracassano sotto il turbinio dei tradimenti, delle bugie e di un’etica morale ormai inesistente. Subito dopo l’atmosfera si fa più leggera, la seconda lettura prende spunto dalle vicende di strambi personaggi che vivono sull’isola di San Lorenzo: tra il susseguirsi di giorni indifferenti a Dio, amore e morte si avvinghiano tra le torbide trame di “Amichinont’ama, nonamichit’ama” mentre un manipolo di bambini volubili, quali sono gli uomini, s’affanna a risolvere enigmi d’amore.

N4Il terzo reading consiste in un incontro romantico tra due conoscenti: una giovane e sognante fanciulla ed uno spaurito signore: il loro quindicesimo incontro, casuale, trasforma l’apice del romanticismo in un grottesco scontro generazionale. Originale ed avvincente è la storia d’amore tra lo scapestrato Pronto Soccorso e la lasciva Beauty Case:  emozioni in motocicletta. Piuttosto insolita la versione rap, cantata a cappella, di una moderna versione di Cappuccetto Rosso: la nonna è un’anziana pensionata che inganna il tempo con 3 telecomandi e 106 canali on demand. Geniali i bis: Benni dà voce alle pene d’amore di Vincent Van Gogh: un tubetto d’amore rappreso e pennellate di dolore affollano i suoi dipinti mentre, disilluso, si avvia alla morte mentre Brenda Lodigiani, interpreta, con vigore, l’esilarante poesia di Benni, intitolata “Le piccole cose”: tra una strofa e l’altra passano anni, sentimenti ed abitudini, le emozioni avvizziscono, la pelle raggrinzisce e l’amore, forse, svanisce.

Raffaella Sbrescia

Foto di: Errico Sarmientos

close

RESTA AGGIORNATO!

ISCRIVITI GRATIS ALLA NEWSLETTER SETTIMANALE GRATUITA SUI LIBRI, SUI FILM, SULLE SERIE TV, SUI DOCUMENTARI

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Commenti

commenti

Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

Commenta