Gost in the Shell, recensione del film con Scarlett Johansson

La pellicola con l'attrice americana è nelle sale dal 30 marzo 2017. In una realtà futuristica e super tecnologica di un Paese ignoto (ipotizziamo possa essere il Giappone) si muove abile il Maggiore. Il suo corpo è robotico mentre l'anima è umana...

Gost in the shell, recensione del film – Quanto c’è di Jason Bourne nel Maggiore di Ghost in the shell, il film al cinema dal 30 marzo con Scarlett Johansson? Apparentemente poco, eppure il filo che lega i due personaggi è piuttosto spesso e non solo per l’amnesia che accomuna entrambi. I ricordi sembrano, infatti, interessare la Settima Arte che li pone sotto la lente d’ingrandimento dei suoi molteplici generi. Eppure è la Fantascienza che sta dando in questo periodo il meglio di sé! Che cos’è un ricordo dopotutto? Per il filosofo libanese, Kahlil Gibran, era un modo d’incontrarsi. Nausicaa seduce Ulisse proprio facendogli dimenticare ogni cosa perché, quando siamo privi di memoria, diventiamo più malleabili. Capita, però, a un certo punto che il nostro lato più umano (il Ghost che è in noi) comincia a farsi sentire. La voce dell’anima non può essere ignorata. Ed è in questo che Bourne e il Maggiore sono molto simili.

Ghost in the shell, recensione

Il Maggiore di Ghost in the shell vive in un corpo robotico, mentre il suo cervello è umano. Un essere a metà strada così come il Minotauro della Mitologia, mezzo uomo e mezzo animale. Ma, ahimè, non è la carne a farla da padrone bensì il metallo. Tuttavia le emozioni (si sa) giocano un brutto scherzo e, come si afferma a un certo punto del film, è proprio il Ghost/anima il problema. A differenza del personaggio principale di Self/Less – pellicola del 2015 -, il Maggiore si muove in una realtà artefatta e futuristica seguendo i consigli del suo medico, interpretato da Juliette Binoche, e le direttive di un’azienda deputata a mantenere l’ordine in città. C’è, tuttavia, qualcosa che non torna. Qualcosa di oscuro che ci vuole tenere sulle spine senza riuscirci.

In verità Ghost in the shell non è un film avvincente, nonostante la discreta performance della Johansson. Basato sul manga giapponese di Masamune Shirow, il lungometraggio è diretto da Rupert Sanders, già regista di Biancaneve e il Cacciatore. La pellicola mi convince a metà, perché (a prescindere dagli effetti speciali) è un prodotto con poco pathos che, con la volontà di stupire, ci priva del vero effetto sorpresa. E` una sorta di scatola vuota, bella da vedere con la sua grafica perfetta, ma non sensazionale una volta scartata.

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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