Donne, Milano dice no alla pubblicità discriminatoria

© Henry Bonn - Fotolia.com
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A Milano note positive per la lotta alla pubblicità discriminatoria e lesiva nei confronti del corpo femminile. La Giunta Comunale ha approvato le regole per la valutazione dei messaggi da affiggere sugli spazi comunali. Gli stessi indirizzi saranno seguiti anche dalle società ed enti partecipati dal Comune. In questo modo la città di Milano rafforza il proprio impegno affinché i cartelloni pubblicitari, a partire da quelli sugli spazi comunali, siano ispirati sempre ai criteri di rispetto delle Pari Opportunità tra donne e uomini e di corretta rappresentazione dell’identità di genere, lontano da stereotipi avvilenti per la dignità delle persone.

«L’avevamo promesso e l’abbiamo fatto. Un bel lavoro condiviso tra Giunta, Consiglio e delegata alle Pari Opportunità. Questa delibera vuole sancire il rispetto della persona: non vuole ‘censurare’, ma evitare che il corpo delle donne, ma non solo, sia usato e volgarizzato per meri fini economici», ha affermato il vicesindaco, Ada Lucia De Cesaris. In particolare i messaggi pubblicitari saranno esaminati seguendo cinque criteri:

 

1) le immagini che rappresentano o incitano atti di violenza fisica o morale;

2) le immagini volgari, indecenti, ripugnanti, devianti da quello che la comunità percepisce come “normale”, tali da ledere la sensibilità del pubblico;

3) i messaggi discriminatori e/o degradanti che, anche attraverso l’uso di stereotipi, tendono a collocare le donne in ruoli sociali di subalternità e disparità;

4) la mercificazione del corpo, attraverso rappresentazioni o riproduzioni della donna quale oggetto di possesso o sopraffazione sessuale;

5) i pregiudizi culturali e gli stereotipi sociali fondati su discriminazione di genere, appartenenza etnica, orientamento sessuale, abilità fisica e psichica, credo religioso.

 

A esprimere la propria soddisfazione anche la delegata del sindaco alle Pari Opportunità, Francesca Zajczyk: «Questo provvedimento è il risultato di un lavoro comune con le altre figure istituzionali in prima fila sui temi della parità e dei diritti, ognuna con le proprie competenza e sensibilità, come le consigliere Marilisa D’Amico e Anita Sonego. Ma è anche il prodotto di un percorso di ascolto e confronto con esperte ed esperti, professioniste e politiche impegnate su questi temi – dice -. A settembre ci saranno una discussione e un confronto pubblico con quelle città con le quali si è lavorato in rete su questi temi, per definire e valutare insieme gli strumenti più adeguati a rendere davvero efficace, o più efficace, l’azione delle Amministrazioni comunali». La delibera arriva dopo l’adesione alla campagna “Città libere dalla pubblicità offensiva” promossa dall’Unione Donne in Italia (Udi). Un passo in avanti, dunque, per tutelare le donne.

 

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