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“22 Jump Street”, una commedia che non fa ridere

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22 jump streetTante idiozie e demenzialità messe insieme sono difficili da vedere in un film, eppure “22 Jump Street” – diretto dai due registi di “Lego Movie”, Phil Lord & Chris Miller – eccelle in fatto di banalità, nonostante gli attori (Jonah Hill e Channing Tatum) e la buona intenzione di dare un sequel ai tanti spettatori che hanno apprezzato il primo film, il quale ha ottenuto incassi da capogiro nel 2012. Battute scontate e prevedibili che fanno sorridere ma solo ogni tanto. L’intreccio è lo stesso del primo, con un’unica variante:  la star di “22 Jump Street”  è Jenko (Tatum), il quale si trova perfettamente a suo agio nel ruolo dello studente palestrato (un po’ cresciuto) che gioca a football e che trova un “nuovo migliore amico”, amante dello sport e delle serate da sballo. L’amicizia tra i due agenti, Schmidt (Hill) e Jenko, che agiscono di nuovo sotto copertura per arrestare lo spacciatore di droga, è quindi messa in crisi dal College e dalle sue regole, alle quali non si adatta (tranne che per il flirt con la figlia del capo di colore) Schmidt che non è agile, né impavido e soprattutto, dice il collega, è appiccicoso, perché non sa stare da solo. In questo film ritroviamo i vari codici del fortunato e divertente genere comico-poliziesco (qualche esempio? “Due agenti molto speciali” o i film italiani con Bud Spencer e Terence Hill) che ha fatto molti proseliti: due sbirri combina guai che acciuffano il criminale di turno, però solo dopo tante divergenze che a volte, prima della riconciliazione, costringono il poliziotto più forte (fisicamente) a prendere le distanze dal collega. Questi film (Police Buddy Movies) piacciono e fanno ridere, peccato per “22 Jump Street” che mi è sembrato troppo infantile, con gags poco divertenti nonostante l’impegno e la bravura dei due attori, i quali riescono comunque a salvare il salvabile e farci trascorrere due ore nella spensieratezza.

Il trailer: http://youtu.be/WiCDs0chZ7Y

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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