Alimentazione consapevole: cos’è e perché è importante

“Non è possibile mantenersi sani nella nostra complessa società, senza fare almeno un po’ di attenzione a ciò che mangiamo”, scrive Jon Kabat-Zinn, il medico che ha adattato la meditazione buddista allo stile di vita occidentale creando la Mindfilness, che tradotta vuol dire proprio: consapevolezza della mente. Una persona consapevole mangia con presenza e attenzione, disinnescando il pilota automatico.

Il Mindful eating (alimentazione consapevole) nasce proprio da questo presupposto: portare l’attenzione sul mangiare in tutti i suoi passaggi cruciali, dalla scelta degli alimenti alla loro combinazione, dal fare la spesa al cucinare, dall’apparecchiare al momento del pasto che è cruciale: i cibi e le bevande vanno toccati e gustati senza automatismi.

Quando ci sediamo a tavola col pilota automatico inserito, ovvero nell’inconsapevolezza – magari consultando il cellulare o guardando la TV – siamo più predisposti all’ansia, a eccedere con i cibi e di conseguenza ad aumentare di peso. Più studi hanno dimostrato che l’alimentazione consapevole è uno strumento efficace per controllare le abbuffate e il mangiare in modo compulsivo.

Il Mindful Eating aiuta a prendere consapevolezza del senso di sazietà ma anche dei pensieri e delle emozioni associate al cibo. Di conseguenza chi allena la propria mente con la Mindfulness, è anche più ben disposto a rivedere le proprie abitudini alimentari rieducando il proprio palato e privilegiando così i cibi più salutari, come frutta, verdura, cereali integrali, legumi.

Alimentazione consapevole

Perché l’alimentazione consapevole è così importante?

Vivo e lavoro in Campania, la regione con il più alto tasso di obesità e sovrappeso d’Italia. Mio figlio oggi ha sette anni, e fino a 3 anni non aveva mai mangiato alimenti ultra-processati (a breve vi spiego cosa sono). Con l’ingresso alla Scuola dell’Infanzia le cose sono molto cambiate: mio figlio ha conosciuto le patatine, le merendine, le bevande zuccherate e altri alimenti molto lavorati di cui va ghiotto.

Purtroppo viviamo in una società consumistica e gli scaffali dei supermercati sono pieni di tentazioni e di attrattive che dal punto di vista nutrizionale sono molto scadenti e hanno anche un impatto sulla salute di adulti, adolescenti e bambini.

Gli alimenti ultra-processati

Secondo la classificazione internazionale NOVA, gli alimenti si distinguono in base al grado di trasformazione. Gli alimenti ultra-processati sono prodotti industriali formulati con ingredienti derivati, additivi e sostanze non riconoscibili come materie prime naturali. Questi prodotti sono spesso ricchi di zuccheri aggiunti, grassi saturi, sale e additivi. Inoltre sono molto calorici e hanno uno scarso valore nutrizionale.

Numerosi studi epidemiologici mostrano che un alto consumo di alimenti ultra-processati è associato a un maggiore rischio di sovrappeso e obesità e di malattie croniche metaboliche, come il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari.

La classificazione NOVA

La classificazione NOVA è quella più usata nella letteratura scientifica e dalle istituzioni per distinguere gli alimenti secondo il grado di trasformazione:

  • NOVA 1 – Alimenti non processati o minimamente processati (frutta fresca, verdura, legumi, noci, latte fresco, riso, cereali integrali, carne non trasformata).
  • NOVA 2 – Ingredienti culinari processati (zucchero, sale, olio, amido, farine etc).
  • NOVA 3 – Alimenti processati (pane, formaggi stagionati, conserve di verdura semplici etc).
  • NOVA 4 – Alimenti ultra-processati

Tra i cibi ultra-processati figurano: patatine, merendine, biscotti confezionati, caramelle, cioccolatini, cereali zuccherati, pasti pronti da scaldare, zuppe istantanee, crocchette e nuggets, wurstel, salsicce, hamburger, prodotti panati, bibite gassate e zuccherate, yogurt dolci alla frutta, salse pronte, creme spalmabili composte da più ingredienti, sostituti vegetali elaborati. 

Come ti accorgi che un alimento è ultra-processato? Se la lista degli ingredienti è lunga, è meglio evitare quel prodotto.

Limitare l’uso di questi alimenti è importante per mantenere il peso-forma: l’obesità e il sovrappeso sono associati a un maggiore rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e il cancro. Ma anche le persone normopeso dovrebbero nutrirsi bene e con consapevolezza, perché un’alimentazione sbilanciata aumenta il rischio cardiovascolare, creando anche uno stato di infiammazione cronico e predisponendo a una carenza di vitamine e di minerali, che sono necessari per mantenere il corpo in salute.

Una dieta equilibrata è poi importante per mantenere l’intestino sano, il cui microbiota influisce sul corretto funzionamento del sistema immunitario e sul benessere anche del cervello. E questo vale per tutte le fasce d’età, a maggior ragione nell’età evolutiva.

Mangiare meno e meglio, anche per la salute pubblica

Purtroppo ci siamo evoluti come specie nella carenza alimentare, quindi tendiamo a pensare che il troppo sia meglio, soprattutto in certe realtà disagiate; da alcune indagini si è evinto infatti che le persone più istruite e benestanti tendono a mangiare meglio e in modo più consapevole.

Come sostiene il Ministero della Salute, il sovrappeso e l’obesità sono una sfida prioritaria per la sanità pubblica, perciò dal 2007 è attivo il sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE, coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e condotto in
collaborazione con le Regioni e il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Obesità e sovrappeso in Italia

In Italia 1 bambino su 3 è in sovrappeso, soprattutto al Sud. Il 20 % degli adolescenti italiani è in sovrappeso; il 9,4% dei ragazzi è obeso. Il 46% degli adulti è in sovrappeso, mentre il 12% è obeso. Il trend sale soprattutto nelle regioni del Sud, con la Campania in testa. Le cause sono da attribuire a un mix di fattori, dagli eccessi alimentari alla sedentarietà, oltre ai fattori genetici che condizionano il senso di sazietà. C’è però da sottolineare che l’aumento del trend è da attribuire allo stile di vita obesogeno.

Conclusioni

Nei paragrafi precedenti ho illustrato i motivi per cui è importante imparare a mangiare con consapevolezza, a prescindere dal proprio peso corporeo. Se avete i bambini, poi, è importante dare l’esempio. Mangiare sano e con consapevolezza è un atto di profondo amore che potete fare per voi stessi e per la vostra famiglia.

Per saperne di più? Consulta gli articoli scritti dalla biologa-nutrizionista, la dottoressa Angela Pugliese, qui.

Bibliografia essenziale dell’articolo di Maria Ianniciello, giornalista e facilitatrice Mindfulness
Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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