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Pasquale Morella racconta la storia di Passo Eclano

Passo Eclano libro Morella

Ci sono storie che sentiamo immediatamente nostre. Non so esattamente perché accada: può essere per le emozioni e i sentimenti che suscitano oppure perché rievocano altre storie, altri racconti magari ascoltati altrove, forse molti anni fa. Le vicende narrate nel libro Passo Eclano. Storia di una frazione speciale (stampato da Lucarelli) di Pasquale Morella, storico preside irpino, rientrano in questa categoria.

Sono nata a Grottaminarda, sempre in Irpinia; ho origini contadine e, sebbene mio padre facesse l’autotrasportatore, i miei nonni hanno sempre lavorato la terra. Ho cercato il riscatto sociale nello studio e poi nel giornalismo, in modo esclusivo e continuativo. A spingermi verso una dimensione più intellettuale – cosa molto atipica per una donna della mia famiglia – è stato il mio nonno paterno. Si chiamava Emilio, come mio fratello, e per lui un titolo di studio non era qualcosa da esibire, né un semplice motivo d’orgoglio: era il riscatto dalle umiliazioni e dalle privazioni. Era il viatico per la libertà, non solo finanziaria.

Perciò, nel libro di Pasquale Morella mi sono riconosciuta: alcune storie mi hanno commossa, altre incuriosita, molte altre, soprattutto quelle riguardanti la condizione femminile, mi hanno fatto riflettere molto.

Passo Eclano è una frazione di Mirabella Eclano, ridente paese della provincia di Avellino. Si trova sulla Strada Nazionale delle Puglie, l’antica via Appia. È stata ed è una frazione economicamente attiva, soprattutto quando l’A16 non era neanche tra i desideri degli irpini. Aveva un innovativo pastificio, che dava lavoro a molti abitanti della zona, la chiesa e ben due cliniche, in un’epoca in cui il sistema sanitario pubblico era inesistente.

Morella indugia su molte persone della frazione, raccontando aneddoti che si intrecciano con la storia nazionale e internazionale. L’autore segue due direttrici specifiche: una collettiva, l’altra più intima e personale, che riguarda anche la militanza nel Partito Comunista e il riscatto sociale dei due figli, Elvira e Fiorenzo.

La figlia, manager della Banca Mondiale, nel libro scrive un pensiero molto sentito verso il papà e verso il nonno Fiore, entrambi figure di riferimento per lei. Laureata ad Harvard, Elvira dice del padre: «Ha voluto per me le opportunità migliori e le prove difficili affinché diventassi una donna libera».

Pasquale Morella dà voce a un pezzo importante di Mirabella Eclano anche attraverso alcune interviste – come quelle al professor Gerardo Papaleo e al geometra Clemente Pascarella. Nel libro vengono tracciati poi i profili di persone simbolo di Passo Eclano che, attraverso questo piccolo volume di memorie, si fa portavoce di un Sud che, tra emigrazione e terremoti, cerca costantemente la propria dimensione. Morella ha scritto, quindi, un testo sulle radici e sul senso di appartenenza senza però cadere nella trappola del campanilismo.

Il libro è stato presentato il 30 agosto scorso nell’oratorio della frazione. La presentazione è stata moderata dalla giornalista Barbara Ciarcia, che ha curato anche la prefazione. Sono intervenuti, oltre all’autore, il parroco don Cristian Sciàraffa, il dirigente scolastico Giovanni Ferrante e la docente Giovanna Morella. La sala era gremita. L’autore ha espresso la propria gratitudine rivolgendosi ai presenti con il rispetto di un uomo di altri tempi, che ancora crede nella sacralità dello spazio collettivo. Maria Ianniciello

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