Tra Nord e Sud non metterci il pregiudizio

©Hanna - Fotolia.com
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Tempo fa parlavo con una persona di differenze tra Nord e Sud del Paese e di pregiudizi vari su settentrionali e meridionali. Frasi del tipo: «A Nord sono freddi e razzisti» e «A Sud sono ladri e poco propensi al sacrificio». Luoghi comuni che nascono da una tendenza insita nella mente umana: la generalizzazione; un fenomeno che però si accentua nei territori dove la cultura è diventata un optional e dove il sapere autentico ha perso la sua funzione. Una società che ragiona per pregiudizi però non ha alcuna speranza di crescere e di migliorarsi economicamente e culturalmente. Comunque, tornando all’episodio da cui sono partita, il mio ragionamento non è stato accettato da quella persona; anzi costei o costui mi ha liquidato con arroganza dicendo che non sentiva «parlare di razzismo e di pregiudizi sul Nord e Sud Italia dagli anni Ottanta». Beato lui/lei. Ma forse ha anche ragione, visto che non si parla e non si scrive di Questione Meridionale ormai da tre decenni e quando lo si fa è solo per discutere della lotta alle Mafie. Il Mezzogiorno invece non è solo criminalità. Io, da italiana, sento e vedo le differenze ogni volta che vado a Milano o in Emilia Romagna o in Piemonte. Non si tratta tanto di divergenze di comportamento, né di razzismo (ho riscontrato poca educazione e inefficienze varie in entrambe le aree del Paese), quanto nella modernità delle infrastrutture e non solo. Il Nord è più ricco del Sud e questo nessuno può negarlo, come anche non si può negare che esistano ancora dei forti pregiudizi che si trasformano a volte in feroce razzismo. Non intendo approfondire le cause in questa sede, ma una precisazione occorre farla: le responsabilità non possono cadere solo su un’area del Paese. Il Nord Italia ha le sue colpe, come anche il Meridione che si è venduto, mediante i suoi politici, vivendo di parassitismo e diventando una colonia nel momento in cui ha accettato con metodi clientelari i posti pubblici senza investire mai su se stesso. Ma questa è un’altra storia che appartiene al passato, dal quale si può uscire vivendo il presente e proiettandosi nel futuro. Si potrebbe intanto cominciare con l’abbattere i pregiudizi creando una sinergia fattiva tra le due zone del Paese. Per prima cosa bisogna accogliere, rispettare e valorizzare le differenze territoriali, che devono essere un punto di partenza per creare una collaborazione volta alla crescita economica e culturale di tutta l’Italia e non solo di una parte della Nazione. Facciamo volare il Sud e il Nord ne trarrà beneficio. Cultura & Culture nel suo piccolo segue e seguirà ancor di più una linea editoriale che – pur dando voce alle specificità dei singoli territori e delle varie città – non si chiude nei regionalismi e nei provincialismi. Cultura & Culture ha scelto di fare quindi giornalismo nazionale. Una scelta fatta con attenzione e nata dalla voglia di dare un contributo all’Italia che ha in sé, da Nord a Sud, creatività e genialità…

Maria Ianniciello

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Autore dell'articolo: maria.ianniciello

maria.ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, ho diretto per sei anni, dal 2012 al 2018, il web magazine, www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuale. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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