Il re leone: recensione del remake del cartone del 1994

‘Il Re Leone” è al Cinema dal 21 agosto 2019.

Il re leone torna in sala ed è già un successo, in termini di incassi. In un video, che ho pubblicato sul mio canale Youtube, ho illustrato quali furono i tre elementi che nel 1994, in pieno Rinascimento Disney, resero il cartone animato intramontabile.  In questa recensione vado oltre spiegandovi perché il remake – che qualcuno ha definito il frutto di ‘un’operazione nostalgia’ – mi ha convinta.

Il re leone recensione

E` vero (come hanno detto molti colleghi) che Il Re Leone targato Jon Favreau non è un live action nel senso stretto del termine perché il contesto e i personaggi sono stati realizzati a computer, quindi i soggetti mancano di quell’espressività che ritroviamo invece nel cartone animato. Questo aspetto, però, non rende il rifacimento meno convincente dell’originale, al contrario gli conferisce una caratteristica nuova, sebbene siano poche le differenze tra i due prodotti della Disney.

Ed è vero che il film ci fa tornare bambini rievocando così il sentimento caro ad Ulisse, qual è la nostalgia, che qualcuno ha definito canaglia ma che ci permette di percorrere sentieri inesplorati rendendoci sicuramente più autentici.

Eppure non è solo nostalgia, è molto di più. Infatti il film ci tocca nel profondo, facendo leva con il suo linguaggio archetipico sulle emozioni più ancestrali.

Il re leone recensione

Il leone è il re degli animali e su tutte le culture ha esercitato sempre un certo fascino. E` il simbolo della virtù, della fierezza e di quel coraggio che Simba (doppiato da Marco Mengoni) manifesta sin da cucciolo spingendosi oltre la terra del brando con conseguenze disastrose per lui, per suo padre e per tutta la sua famiglia.

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Pensate a un bambino di un anno… più gli impedisci di andare in un determinato posto e di toccare alcune cose e più la sua curiosità si acuisce, quindi Simba è il nostro lato infantile che, se non adeguatamente guidato (attenzione, non soppresso), può creare solo guai.

I piccoli tuttavia si devono disinteressare delle cose degli adulti, perché hanno altro da fare e dunque… hakuna matata, come suggeriscono Timon (doppiato da Edoardo Leo) e Pumbaa (doppiato da Stefano Fresi) al giovane leoncino (doppiato nei dialoghi da Vittorio Thermes e nella parte cantata da Simone Luè). Stai senza pensieri. Lascia correre. Abbandonati alla vita. E il resto verrà da sé.

Simba però non può rimanere cucciolo in eterno, perché suo zio Scar (doppiato da Massimo Popolizio) con l’aiuto delle iene ha reso la terra del branco irriconoscibile, togliendo a quel luogo incantato equilibrio e bellezza.

Le iene, invece, rappresentano il lato oscuro della determinazione, hanno fama di colpire l’avversario nei suoi momenti di debolezza. Simbolicamente sono vigliacche… mediocri, perché non affrontano l’avversario a viso aperto. Ed è infatti ciò che accade nel film.

E, mentre Scar è l’Ego e quindi rappresenta il Potere privo delle sue virtù, le iene sono gli arrampicatori sociali.

Il re leone recensione

Un film (soprattutto se della Disney) è espressione della nostra epoca così come un’opera letteraria ed artistica. Pensateci: Il Re Leone è uscito nelle sale proprio quando sta bruciando parte della foresta Amazzonica. Certo la Disney non poteva saperlo ma è da tempo che si avverte un disperato bisogno dell’Occidente di tornare alla Natura e dunque alla semplicità che questa sa dare.

Non è un caso che siano tante le personalità del mondo dello spettacolo a dedicarsi alle tematiche ambientali e non è un caso che, mentre alcuni Governi si disinteressano della questione, il Cinema ripropone i suoi pezzi forti come Il libro della Giungla, Il Re Leone e a breve anche La sirenetta.

Ecco perché i cattivi del remake (rispetto al cartone) fanno più paura ed ecco perché tutti gli animali non hanno più quella luce negli occhi che nel cartoon li rendeva espressivi e felici. Non è solo un fatto tecnico, c’è molto altro per me.

Un’altra considerazione voglio farla sui personaggi femminili. Ne La Bella addormentata del bosco dei fratelli Grimm, la principessa sarà svegliata da un principe, invece nel remake de Il re leone è la giovane Nala (doppiata da Elisa Toffoli) a far rinsavire Simba. Significativo, non trovate?

Nala è una leonessa coraggiosa che non sta lì a guardare come le altre ma agisce. E’ la donna di oggi, consapevole dei propri diritti e delle proprie emozioni, anche di quelle più viscerali che non rinnega perché sa trasformarle in perle autentiche. Nala – che da piccola conosceva i suoi limiti meglio di Simba – è acerba ma sicura di sé.

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E Mufasa? Il re ha sicuramente bisogno di un successore, si mostra stanco anche se il suo fascino è ancora immutato. Mufasa (doppiato da Luca Ward) non è cambiato rispetto al 1994. Sa essere un esempio per il suo cucciolo e, oltre a fargli da guida, si diverte con lui.

Insomma il remake de Il re leone mi è piaciuto perché è specchio e figlio dei nostri tempi. Ma mi è piaciuto anche per quell’inusuale lacrima che mi è scivolata sulle guance quando ho sentito cantare Il cerchio della vita. Il brano ha rievocato in me quella sensazione di speranza in un’umanità incerta, arrabbiata ed ancora in balia di un ego smisurato che distrugge la Terra di cui tutti noi facciamo parte!

Se ti è piaciuta la recensione segui Maria Ianniciello sul suo canale Youtube Marica Movie and Books e su Instagram @maricamovieandbooks.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube Marica Movie and Books.

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