7 febbraio 2013
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PREMIO ITALO CALVINO, AD APRILE LA PREMIAZIONE

©Pericoli – Calvino

La cerimonia di premiazione della XXVI edizione del Premio Italo Calvino si terrà il 19 aprile 2013, a Torino. Nel corso dell’evento, a cui parteciperanno gli editor delle più importanti case editrici italiane e una nutrita schiera di giornalisti e operatori culturali, verrà rivelato il nome del vincitore selezionato tra gli oltre 570 manoscritti inediti in concorso. Lo rilevano gli organizzatori con una nota.

La Giuria – composta da Irene Bignardi, Maria Teresa Carbone, Matteo Di Gesù, Ernesto Ferrero e Evelina Santangelo – dovrà scegliere tra una decina di testi finalisti, pronti a entrare nel circuito della “narrativa che conta”. Soprattutto negli ultimi anni, infatti, i libri usciti dal Premio Italo Calvino si stanno affermando con un crescente successo di critica e di pubblico. Tra questi figurano Le Sorelle Soffici di Pierpaolo Vettori con Elliot Editore (finalista XXIV edizione); La vita accanto di Mariapia Veladiano, pubblicato da Einaudi e arrivato poi secondo allo Strega; o il piccolo caso letterario di L’eredità dei corpi di Marco Porru, Nutrimenti Editrice (XXIV) dopo pochi mesi già alla terza ristampa grazie al passaparola dei lettori e dei blog. Ma anche, tra gli autori ormai affermati, Marcello Fois, oggi in libreria con Il tempo di mezzo o il nome “storico” di Susanna Tamaro (sempre scoperta dal Premio). E poi tanti altri, come Flavio Soriga, Francesco Piccolo e Fulvio Ervas, autore del best seller Se ti abbraccio non aver paura uscito con Marcos y Marcos.

Grande attesa, in questo momento, per il libro del vincitore dell’anno scorso, il poliziotto-scrittore Riccardo Gazzaniga, a breve in uscita con A viso coperto per Einaudi Stilelibero. Il Premio Calvino, o “PIC” – sigla nata sul web e ormai ufficialmente riportata dalla Treccani – fu fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, come omaggio allo scrittore italiano che, più di ogni altro, fu impegnato nella scoperta di nuovi talenti letterari. Tra i fondatori celebri, Natalia Ginzburg, Norberto Bobbio, Lalla Romano, Cesare Segre…

Il PIC si propone di svolgere un ruolo di ponte tra l’universo degli scrittori inediti e il mondo dell’editoria, del pubblico e della critica. Per questo il Premio, a dire degli organizzatori, «non ha voluto definire una propria linea critica né privilegiare determinati generi letterari». L’interesse è «per le opere prime inedite di narrativa capaci di rappresentare tendenze nuove e stili originali».

La cerimonia di Premiazione è «l’occasione in cui editori, editor e operatori culturali possono entrare in contatto con i finalisti e dare l’avvio a quei rapporti che potranno portare alla pubblicazione». Non manca, nella storia del Premio, un aneddoto originale: alla prima edizione esso non venne assegnato, poiché nessuno dei finalisti fu ritenuto all’altezza del riconoscimento. Si trattò di un piccolo gossip letterario, si legge nella nota, che ebbe «però un’ampia eco mediatica e che ancora oggi dà l’idea non solo della serietà e della severità del Premio, ma anche della durezza della competizione».

 

 

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