Elmore Leonard: l’addio al maestro del lontano ovest

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ElmoreLeonard. ©MDCarchives

Usa, Detroit- Lo ha preso lui l’ultimo treno, ma non per Yuma: destinazione paradiso. Si è spento ieri, a Detroit, Elmore Leonard. Scrittore. Sceneggiatore. Aveva 88 anni e una passione sfrenata per la scrittura. Un ictus, nel mese di luglio, ha compromesso il suo stato di salute. Fino alla fine, ha continuato a svolgere con magnificenza il suo lavoro. Stava elaborando un romanzo. L’impulso per le materie umanistiche pulsava in lui sin da quando era ragazzo. Laureato in Lettere e Filosofia all’ Univesità di Detroit e negli anni cinquanta esordisce con un racconto western. Thriller e gialli erano i suoi cavalli di battaglia. Scriveva per la mente, i suoi libri,  e per gli occhi i copioni. La sua gavetta è stata molto dura, durante gli anni trenta statunitensi. Ha lavorato per molti anni presso un’agenzia d’informazione. Stava lì a battere a macchina i comunicati che giungevano in redazione; come in Bel-Ami, tra il fumo delle sigarette e l’odore di piombo, con i menabò pronti su i tavoli, sotto una luce fioca. Lo avevano intuito che in lui si celava un potere tremendo: quello di incantare il pubblico. Gli anni sessanta sono la conferma. Diventa scrittore a tutti gli effetti. Vive di libri e per i libri.

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Elmore Leonard. ©Getty Images

I titoli per il successo- Quel treno per Yuma” e “Hombre“. Il secondo considerato uno dei best dalla critica letteraria. Tre le pagine di carta  ingiallita, che odorano di inchiostro liquido, Elmore affondava il suo pennino nelle tematiche più controverse. Descriveva con minuziosa particolarità la realtà che lo avvolgeva; lui di realtà ne ha viste diverse, prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti. Nei suoi film permane una flebile scia Freudiana. Quasi tutti i suoi racconti, sono apparsi su i piccoli e grandi schermi, tra serie tv e film. Quentin Tarantino, l’uomo di Kill Bill, era il suo più grande fan. Il giallo, il suo genere. Il West la sua seconda pelle.

L’uomo che era in lui- Non dispensava tanti consigli. Sostanzialmente è apparso come un uomo di poche parole. Quasi come Santiago. Sì proprio lui, il pescatore de Il vecchio e il mare. Ernest Hemingway era il suo autore preferito. Nei caffè letterari, gli intellettuali dell’America bene lo stimavano tutti.  “Prendete la scrittura come un divertimento” suggeriva Leonardaltrimenti finirete per diventare pazzi“. Le sue opere un concentrato di humor horror alla Poe.  Cloneey, Travolta e Clint Estwood, le personalità che lui amava per le pellicole. 

Un uomo, Leonard Elmore, che ha saputo, riuscendoci, raccontare con passione quelle che erano le sue passioni. Delicato ma dal carattere deciso, come un padre americano che accarezza il volto del proprio figlio.

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Autore dell'articolo: Romina Capone

Romina Capone
Romina Capone, Avellino. Dottoressa in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi di Salerno. Laureata in materia di Linguaggio giornalistico, è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Nel 2008 fino al 2010 ha collaborato per il quotidiano provinciale "Ottopagine". Dal 2011 ad oggi scrive per il quotidiano nazionale "Il Mattino". Intermediatore culturale per la casa editrice Il Papavero di Donatella De Bartolomeis. Moderatrice di eventi e scrittrice. Per Cultura & Culture, è responsabile della sezione Cultura (Arte e libri).

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