La Creatività, un seme che va coltivato. Ecco come fare

©nicorr -Fotolia.com
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C’è un seme che prolifera in qualsiasi luogo, anche in terreni aridi e inesplorati. Non ha bisogno dell’acqua perché trae la sua forza da un’altra fonte che non subisce sbalzi climatici e che è presente anche nei deserti; anzi forse è proprio in questi posti, così inaccessibili, che esso mette radici; probabilmente perché ammaliato dal silenzio e dall’immensità della natura. Questo seme si chiama Creatività ed è presente in ognuno di noi, anche nell’uomo più razionale che, se non riesce a dargli forma, è solo perché non sa ascoltare la voce del cuore. Le tracce della Creatività sono presenti in ogni cosa, sia essa naturale sia essa nata dalle mani dell’uomo, il cui cervello ha due emisferi: il destro, dove vivono la fantasia e il sentimento; il sinistro, in cui si origina il pensiero analitico. Per essere in perfetto equilibrio, l’uomo deve essere centrato, né troppo razionale, né troppo fantasioso, in modo che la sua esistenza sia un’autentica scoperta, in ogni istante. La razionalità rende tutto artificioso, calcolato, privo di emozioni. La fantasia invece ci fa vivere in un mondo ideale, fatto solo di sogni. Cosa alquanto piacevole, ma controproducente. Eppure l’uomo senza il pensiero creativo vivrebbe ancora nelle caverne, perché ogni cosa, prima di essere prodotta, va immaginata. Ognuno di noi ha la necessità di creare qualcosa che non sia necessariamente un’opera d’arte o un libro. Può essere anche una nuova ricetta o altro, in base alle vostre passioni. Quindi, chiudete gli occhi, respirate con il diaframma e poi date sfogo alla vostra fantasia. Vi sentirete felici e ringrazierete la vita per avervi dato un altro giorno in più. Il video che segue è tratto dal film “Genio Ribelle”, il cui protagonista era onnisciente ma non sapeva emozionarsi. Quindi, molta ragione ma poco sentimento e di conseguenza poca fantasia!

Giulia Caso

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Autore dell'articolo: Giulia Caso

Giulia Caso
Giulia Caso è uno pseudonimo. Giulia cura la rubrica "L'equilibrista", uno spazio dedicato alla salute della mente e del corpo. «Ho scelto uno pseudonimo per raccontare non me stessa bensì i fatti. Perché se avessi voluto assecondare le velleità del mio ego, narrandovi la mia vita, che vi assicuro è poco interessante, vi avrei svelato la mia identità», dice di se stessa. Giulia ha voluto che la redazione pubblicasse al posto della sua foto un'immagine del film Fortapash, che racconta del giornalista Giancarlo Siani; per rendere omaggio alla verità, per la quale molti giornalisti come Siani hanno perso la vita!

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