UNICEF, PIÙ AIUTI AI BAMBINI IN AREE DI CRISI

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I conflitti, i disastri naturali e le altre emergenze complesse affliggono ogni parte del mondo e a soffrirne sono sempre i più deboli, i bambini. A lanciare l’allarme è l’UNICEF che ha presentato il Rapporto Humanitarian Action for Children 2013 chiedendo un intervento pari a 1,4 miliardi di dollari per soddisfare i bisogni di prima necessità dei bambini in 45 paesi e regioni colpite quest’anno da guerre e calamità. I fondi serviranno per migliorare la capacità di risposta ai disastri naturali, per rafforzare la resilienza delle comunità e per ridurre al minimo l’impatto delle nuove calamità.

«Siamo ancora nel primo mese del 2013 e già milioni di bambini in Siria stanno soffrendo duramente, così come altri rifugiati che sono dovuti fuggire nei paesi confinanti. Il Mali e la Repubblica Centrafricana stanno affrontando conflitti in via di degenerazione, che minacciano la vita dei bambini e delle donne – ha dichiarato Ted Chaiban, Direttore dell’Ufficio dei programmi di emergenza dell’UNICEF – Durante le emergenze, i bambini sono estremamente vulnerabili e vivono spesso in condizioni insalubri e pericolose, esposti ad alto rischio di malattie, violenze, sfruttamento e abbandono».

L’ Humanitarian Action for Children 2013 comprende i paesi in primo piano nei titoli delle notizie di oggi insieme a molti altri paesi che ricevono molta meno attenzione mediatica, come il Ciad, la Colombia, l’Etiopia, le Filippine, la Somalia e lo Yemen, ma che richiedono la stessa assistenza.

«L’emergenza complessa in Siria rappresenta un’importante priorità per la risposta globale alle emergenze dell’UNICEF –  ha detto Chaiban – Dobbiamo però ancora raggiungere importanti risultati per i bambini e per la maggior parte delle emergenze dimenticate in tutto il mondo».

Oltre l’85 per cento dei fondi necessari sono per altre situazioni umanitarie diverse dalla Siria e dalla crisi dei rifugiati collegata ad essa. I 45 paesi e regioni dell’appello sono prioritari per la gravità delle crisi, l’urgenza del loro impatto sui bambini e le donne, la complessità della risposta e della capacità di reagire. I contributi necessari all’UNICEF per il 2013 permetteranno di continuare a portare avanti le attività del 2012. Ecco alcuni dei risultati ottenuti lo scorso anno:

– salute: 38,3 milioni di bambini vaccinati;
– acqua e Servizi igienico-sanitari: 12,4 milioni di persone hanno avuto accesso ad acqua   potabile per bere, cucinare e lavarsi;
– istruzione: 3 milioni di bambini hanno avuto accesso ad un’istruzione migliore;
– protezione dell’infanzia: 2,4 milioni di bambini hanno potuto usufruire di servizi di protezione dell’infanzia;
– nutrizione: 2 milioni di bambini hanno ricevuto cure contro la malnutrizione grave e acuta;
– HIV- AIDS: 1 milione di persone hanno avuto l’accesso a test, consulenza e cure.

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«I contributi richiesti con l’appello saranno un investimento per i bambini in difficoltà e per il loro futuro –  ha dichiarato Chaiban – L’UNICEF necessita di  risorse per consentire all’organizzazione di rispondere in modo coerente alle emergenze non coperte da finanziamenti o dove le esigenze sono maggiori, di scegliere soluzioni innovative per situazioni complesse e di integrare velocemente la risposta alle emergenze su vasta scala – molte delle quali si abbattono su più paesi, allo stesso tempo».

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