31 gennaio 2013
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TAV: PROGETTO DEFINITIVO DELLA TORINO-LIONE

© rochagneux-Fotolia

È stato presentato oggi, giovedì 31 gennaio 2013, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il Progetto definitivo della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, approvato da Ltf (Lyon Turin Ferroviaire), società responsabile dell’opera.

«Il Governo ha affrontato e superato tanti problemi e ha reso possibile la messa in opera di un’infrastruttura strategica per il territorio, l’Italia e l’intera comunità europea», ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera. «Nella Legge di Stabilità – ha proseguito – abbiamo stanziato quasi 3 miliardi di euro, di cui i primi 840 milioni potranno essere spesi nel triennio 2013-2015 e altri 150 milioni all’anno nel periodo 2016-2029».

Il progetto, rispetto allo studio originario del 2005, ha recepito diverse modifiche sia come tracciato che come modalità realizzative, dando massima attenzione alle necessità del territorio e limitando ogni tipo di impatto ambientale. L’idea di fondo che ha animato il lavoro dei progettisti e degli amministratori è stata quella che il nuovo progetto dovesse generare valore aggiunto al territorio e non sottrarre qualità ambientale.

Le comunità locali disponibili al dialogo, direttamente o attraverso loro esperti, sono state partecipi di un confronto continuo durante l’intero processo di definizione delle scelte, dalle prime ipotesi di tracciato fino al progetto definitivo.

«Ho apprezzato il modello seguito dall’Osservatorio, che ha ascoltato e valorizzato i contributi dei territori. Un modello che abbiamo ripreso anche dal punto di vista normativo, proponendo un ddl che introduce, anche in Italia, la procedura di consultazione pubblica. La prosecuzione dei lavori della Torino-Lione, la realizzazione delle grandi opere che abbiamo sbloccato e finanziato per circa 40 miliardi di euro e l’accelerazione impressa alle procedure di diverse altre infrastrutture, con un importo di eguale portata, sono la dimostrazione che l’Italia può riscattarsi e recuperare il ritardo accumulato negli anni sul fronte infrastrutturale. È questa una delle eredità più importanti che lasciamo a chi ci succederà», ha concluso Passera.

Il progetto è quasi totalmente in sotterraneo e prevede nei tratti all’aperto la riqualificazione delle aree d’intervento in parte oggi compromesse. Attraverso il fasaggio, cioè la selezione delle priorità, nella tratta internazionale, il Progetto definitivo ha consentito di intervenire solo su siti già destinati al trasporto, con utilizzo minimo di terreno vergine, e di massimizzare i benefici. Tutte le opere significative della Sezione Transfrontaliera in Italia sono concentrate in due Comuni; Susa e Chiomonte.  La Torino-Lione si riduce pertanto in Italia a 12 km di galleria profonda e a poco più di 3 km di sistemazioni in superficie nella Piana di Susa riutilizzando a destinazione ferroviaria l’autoporto esistente. Il consumo totale di suolo naturale previsto per la Sezione transfrontaliera (lato in Italia) è meno di un ettaro, poco più di un campo di calcio.

Per il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia, «l’attenzione all’ambiente e al territorio devono coniugarsi con la dimensione europea del progetto che rappresenta una tratta strategica del Corridoio Mediterraneo della rete transeuropea Ten-T. Una volta decisa la realizzazione di un’opera strategica  – ha aggiunto Ciaccia – è necessario assicurare un confronto continuo con il territorio durante l’intero processo: dall’ideazione dell’opera alla sua costruzione e successiva gestione, assicurando al territorio stesso costante informazione, trasparenza del processo decisionale, accoglimento e sviluppo delle istanze locali».

Tra i benefici della nuova linea Torino-Lione ci sono, secondo quanto riportato da Ministero delle Infrastrutture, il dimezzamento dei tempi di percorrenza per i passeggeri, l’incremento della capacità nel trasporto merci, la riduzione del numero di camion su strada, la trasformazione della linea esistente in metropolitana di valle, la riduzione degli incidenti stradali, la riduzione annuale di emissioni gas serra, la creazione di nuovi posti di lavoro, l’anticipazione degli interventi ambientali e l’inserimento di elementi particolarmente qualificanti per il territorio.

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