Sistina Story, la recensione dello spettacolo con Montesano e Baudo

La recensione dello spettacolo “Sistina Story”, con Enrico Montesano e Pippo Baudo, che andrà in scena al Teatro Sistina di Roma fino al 19 ottobre 

Sistina StoryCi sono teatri le cui poltrone, il cui palcoscenico, emanano il respiro della storia. Ne conservano gli echi lontani e gli umori, pure in un’epoca come questa che trita impietosamente tutto, superficiale e frenetica. Luoghi dove il tempo scorre più lentamente, conservando un significato che resiste alle ingiurie del tempo. C’è stato un momento magico, durante la prima dedicata alla stampa del 7 ottobre, di questo Sistina Story, con Enrico Montesano e Pippo Baudo insolita coppia, ed è stato quando il primo ha parlato del silenzio, dell’importanza e della sacralità del silenzio in teatro. Il ricordo e l’omaggio che Enrico ha tributato a uno dei più grandi attori che hanno calcato quelle tavole, Aldo Fabrizi, ha aperto una porta spaziotemporale e ci ha catapultati nei retroscena di quello che fu il “suo” Rugantino con una poesia, una leggerezza talmente pregna di rispetto, che ha ammutolito i circa 1200 presenti nella grande platea del Sistina, prima di farli sciogliere in un lunghissimo e commosso applauso.

La magia del teatro e la storia dentro e fuori delle sue mura sono stati il filo conduttore di uno spettacolo atipico, a metà strada tra la commedia musicale italiana (di cui il Sistina è l’unico Teatro Stabile) e lo show televisivo. E non poteva essere altrimenti, per la presenza di un emozionatissimo Pippo Baudo (potere di questo luogo!), il cui compito è quello di raccontare ciò che accadeva nella nostra società mentre gli spettacoli si susseguivano, intrecciandosi inevitabilmente con la cronaca. La stessa, bellissima scenografia, evoca il varietà televisivo in bianco e nero, significando anche quanto il Sistina abbia fornito spunti e materiale alla televisione, allorché si decise di trasportarne sugli schermi il suo stile, il genere, dal Musichiere a Studio Uno e Mille Luci.

©Porcarelli
©Porcarelli

Sistina Story, come ci suggerisce il bravo regista Massimo Romeo Piparo, reduce dai trionfi del “suo” Jesus Christ Superstar, è quello che gli anglosassoni chiamano un “Juke Box Musical”, un lungo viaggio nella sua storia strabiliante di nomi ed eventi che costituiscono i pilastri della commedia musicale italiana, un viaggio in cui ci accompagna un’orchestra di venti elementi diretta dal Maestro Maurizio Abeni. E allora il caleidoscopio dei ricordi va dal racconto di Baudo del suo arrivo a Roma con immediata tappa al Sistina per vedere Macario e le sue donne, l’incontro con Garinei, dall’entrata in scena di Montesano sulle note di Rugantino alla prima bella coreografia in ricordo di “Aggiungi un posto a tavola”, celebre commedia di Garinei e Giovannini dei primissimi anni 70.

A seguire, scene, gags, balletti molto belli, ancora racconti e tante, tante canzoni che sono la colonna sonora di 50 anni di trionfi, ben supportate dalle due brave e bellissime “Prime donne” Sabrina Marciano e Valentina Spalletta. Il libro dei ricordi spazia dagli aneddoti su Garinei e Giovannini, l’anima del Sistina, ai tantissimi eccellenti compositori come Armando Trovajoli e Gorni Kramer, Domenico Modugno, Claudio Mattone, Renato Serio. Per non parlare poi dei grandi interpreti che dettero corpo e anima a tutto ciò…Wanda Osiris, Totò, Macario, Rascel, Delia Scala, Walter Chiari, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Alida Chelli, Gino Bramieri, Johnny Dorelli, Marcello Mastroianni, Gigi Proietti e tanti, tanti altri, un elenco sterminato. Per ognuno di questi, Montesano ci regala un aneddoto, un pensiero.

Lui, Enrico, che per un ventennio è stato uno dei più amati protagonisti di questa scena, con i suoi spettacoli indimenticabili. Sistina Story è tutto questo. Immagini, suoni, ricordi che si sovrappongono, che balzano da un periodo all’altro, non necessariamente in stretto ordine cronologico. Teatro, varietà, aneddoti, un pizzico di poesia e un respiro retrò. Certo, lo spettacolo è forse un po’ lento e Baudo non può sicuramente avere i ritmi e i tempi teatrali che sono in possesso di Montesano.

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Quest’ultimo, in gran forma, è sempre stato e continua ad essere un animale da palcoscenico, ultimo depositario di una romanità bella, autentica, non quella deturpata dalla volgarità gratuita che vogliono spacciarci per comicità. Sistina Story è il riconoscimento delle radici di un genere amatissimo dal pubblico italiano e questo tributo voluto da Piparo (regista e direttore artistico), è il punto di partenza per un rilancio, ci auguriamo, di questo tempio dello spettacolo che è il Teatro Sistina.

Gremito il “parterre d’onore”. Tra i tanti, Pier Francesco Pingitore, Christian De Sica, Vittoria Belvedere, Corinne Clery, Max Tortora, Giancarlo Magalli, Johnny Dorelli e Gloria Guida, Valeria Marini, Feysal Bonciani, Dario Salvatori, Michela Andreozzi.

Paolo Leone

 

 

Roma, Teatro Sistina 7 ottobre 2014 (fino al 19 ottobre)

Sistina Story, scritto da Enrico Montesano, Pippo Baudo e Massimo Romeo Piparo

Regia di Massimo Romeo Piparo

Con: Enrico Montesano, Pippo Baudo e la partecipazione di Sabrina Marciano e Valentina Spalletta

Scene evocative di Teresa Caruso; Costumi in bianco e nero di Cecilia Betona.

Orchestra diretta dal Maestro Maurizio Abeni

Coreografie di Bill Goodson

 

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Autore dell'articolo: Paolo Leone

Paolo Leone
Nato a Roma. Ama il teatro, di qualsiasi genere. Free lance, segue le stagioni teatrali romane da anni, scrivendo recensioni e realizzando interviste ai protagonisti. Attento ai giovani talenti. Ha organizzato presentazioni di libri in librerie a Roma e provincia ed è stato relatore al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2013.

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