La Nazionale italiana e l’incognita del “dopo” Prandelli

La Nazionale di Calcio a Coverciano©Franco Buttaro
La Nazionale di Calcio a Coverciano ©Franco Buttaro

La parola d’ordine dovrà essere ricostruzione.

Dopo essere passati dall’esaltazione massima alla delusione più cocente nello spazio di pochi giorni, adesso bisognerà ripartire. Certo, un progetto tecnico fallito nella terra del calcio più spettacolare non è altro che la luccicante spia del collasso di un intero sistema.
In Brasile abbiamo perso proprio tutto: partite, Mondiale ma anche il c.t., il presidente federale e quella certa autostima che avevamo costruito dopo il secondo posto agli ultimi Europei e la terza piazza l’anno scorso in Confederations Cup. Nelle sconfitte, anche in quelle più dure c’è sempre qualcosa da imparare e molto sui cui riflettere. Ma come sarà il “dopo Prandelli”? Bisognerà pensare alle nostre squadre di club imbottite di stranieri ma attenzione, non di campioni autentici come accaduto fino a qualche anno fa. Perché quello che un tempo era definito come il campionato più bello del mondo, adesso è soltanto un torneo grigiastro le cui squadre sono delle figuranti o poco più nelle coppe europee.
Bisognerà trovare strategie idonee per i nostri vivai con talenti “made in Italy” ma sarà importante anche costruire stadi all’altezza dei tempi moderni dove un tifoso o un semplice spettatore non rischi di morire per una partita di calcio e dove a comandare non siano gli ultras pronti ai boooo al primo tocco di un giocatore di colore.
Bisognerà trovare la giusta sinergia tra club e Nazionale, cercando di far capire il valore della maglia azzurra, vista da alcuni addetti ai lavori (dirigenti di squadre su tutti), più come un impiccio che come un onore.
Ma bisognerà anche costruire un nuovo progetto che rappresenti l’Italia calcistica nel modo migliore, in cui tutti dal primo all’ultimo credano in certi valori, mettendo in secondo piano le copertine patinate e la martellante pubblicità.
Dobbiamo ripartire dal fallimento di un sistema, dal fallimento tecnico riconosciuto da Prandelli, dal fallimento non solo di Balotelli ma della generazione Balotelli.
Nei prossimi giorni sono previsti diversi consigli federali, necessari per certificare le dimissioni e per eleggere il nuovo governo del calcio che dovrà cambiare radicalmente per evitare che il nostro Paese del pallone dopo lo sfascio, rimanga Immobile, proprio come l’ultimo degli attaccanti buttato nella mischia.

Emilio Buttaro

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Autore dell'articolo: Emilio Buttaro

Emilio Buttaro
Classe 1967 ha iniziato a svolgere attività giornalistica all’età di sedici anni. Nell’85 ha vinto il concorso nazionale “Vota lo speaker” indetto dalla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e l’anno dopo è stato il più giovane cronista accreditato al Festival di Sanremo. Laureato in Scienze Politiche ha presentato diverse manifestazioni come il Premio Internazionale di poesia “Nosside”. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche tutte di portata nazionale tra cui: Il Messaggero, Radio 24-Il Sole 24 Ore, La Stampa (redazione sportiva), Radio TV Capodistria, SBS emittente radiotelevisiva continentale australiana, Agenzia di Stampa Italpress, Cultura & Culture e Costantini Editore.

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