L’ultimo lupo: trama, recensione e trailer del film

L’ultimo lupo: film con una trama che intenerisce, tratta dal libro Il totem di un lupo. Ecco la recensione e il trailer della pellicola, nelle sale dal 26 marzo 2015 – Predatori abili, vendicativi e allo stesso tempo riconoscenti fino all’inverosimile, i lupi hanno affascinato gli uomini, che in quest’animale vedevano destrezza e abilità tutte da imitare. Per i popoli guerrieri, questi predatori dagli occhi che quasi illuminano la notte più buia, erano delle divinità da venerare. La stessa Roma, secondo la leggenda, è nata proprio grazie al calore e alla dolcezza di una lupa che allevò Romolo e Remo, primogeniti della città eterna.

Un tempo anche nel cuore delle montagne italiane dimoravano branchi di lupi, oggi ridotti a pochi esemplari. La settima arte, dicevamo, ha posato la sua macchina da presa su quest’animale e l’ha fatto attraverso generi diversi. Dal celebre Zanna Bianca (1991) a Balla coi lupi (1990) il cinema ha immortalato il momento in cui il cammino di un uomo s’incrocia con quello di un lupo, dando inizio a una danza intrisa di magia.

Il plot è lo stesso anche ne L’ultimo lupo, uscito al cinema il 26 marzo 2015. L’azione si sposta nella Mongolia interna degli anni Sessanta, all’epoca della rivoluzione culturale cinese. Tratto dal libro Il totem del lupo di Jiang Rong, il lungometraggio stupisce per la bellezza delle immagini, realizzate anche per il 3D che, come afferma il regista francese Jean-Jacques Annoud, è efficace non nei campi lunghi e lunghissimi, bensì nei primi e nei primissimi piani. I paesaggi, e non solo i lupi, sono i veri protagonisti di questa pellicola dai toni impressionistici e carica di saggezza, che ha passato miracolosamente la censura del Governo cinese.

Il messaggio de L’ultimo lupo è lapalissiano. La trama è semplice ma efficace. Chen Zhen (Feng Shaofeng) è uno studente di Pechino, acculturato, che poco conosce della Mongolia dove vive una comunità di pastori, ai quali Chen deve insegnare a leggere e scrivere, ma sarà quest’antico popolo a dare degli insegnamenti di vita al giovane che ritrova pace e serenità nella steppa, proprio come accade in Giappone a Nathan Algren ne L’ultimo samurai (2003).

Chen non si ribella apertamente agli ordini governativi ma con coraggio decide di salvare dalla morte l’ultimo cucciolo di lupo rimasto e di allevarlo come si fa con un cane. E…se proprio vogliamo trovare un difetto a questo film, possiamo individuarlo nella mancanza di personalità del protagonista. Bisogna tuttavia ricordare che L’ultimo lupo è stato finanziato dalla Cina e, quindi, Chen non poteva essere certo un ribelle.

Al contrario il film si pone l’obiettivo di far riflettere i cinesi (e non solo) sullo spinoso problema dell’inquinamento ambientale. La pellicola, anche se manca di quel pathos proprio per le suddette ragioni, ci affascina grazie all’abilità del regista e a quella filosofia esistenziale che vede nel cielo e nella terra il principio e la fine del Tutto.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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