L’Incenso tra significato e proprietà medicamentose
26 dicembre 2016
Giulia Caso (49 articles)
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L’Incenso tra significato e proprietà medicamentose

L’Incenso: il Significato Simbolico tra Alchimia e Religiosità
Tra i simboli del Natale c’è anche l’Incenso. L’Equilibrista vi parlerà del suo significato simbolico e delle proprietà dell’olio essenziale. L’Incenso proviene dall’Africa Orientale, dall’Arabia e dall’India. Ed è proprio nel continente indiano che fu impiegato per la meditazione, difatti all’Incenso si attribuiva la capacità di rendere la mente più lucida e chiara, inoltre esso era utilizzato per scopi igienici. Infatti, in caso di cerimonie religiose, grazie alle sue proprietà antisettiche, si attenuava il pericolo del contagio di malattie. Veniva anche offerto alle divinità perché si riteneva avesse il potere di allontanare i demoni. Ora, in quasi tutte le tradizioni religiose, l’Incenso è bruciato per i suddetti motivi. I Magi, secondo la tradizione cattolica, regalarono a Gesù Oro, Incenso e Mirra. Tre doni molto preziosi, nei quali per alcuni storici c’era scritto il destino del Cristo. L’Incenso indicava la natura divina del Bambino nato in una mangiatoia. Con la Mirra e con l’Incenso si soleva cospargere il corpo dei defunti, perciò essi annunciavano una morte precoce, mentre l’Oro era il metallo dei Re ma non solo. I Magi arrivavano da Oriente, dove un’antica scienza si era diffusa: l’Alchimia era una disciplina molto antica che dalla Mesopotamia era giunta sino all’Egitto. Gli alchimisti volevano trasformare il piombo in oro per ottenere la cosiddetta pietra filosofale, dove era racchiusa l’essenza stessa della Vita. L’Oro dei Magi aveva un significato simbolico: Cristo era la Vita e la Via per l’immortalità, attraverso di lui ci potevano metaforicamente alzare le montagne e raggiungere ciò che alla Ragione sfugge. Insomma ogni parola nel Vangelo ha un senso profondo, non casuale, e l’Incenso non è da meno. Su questa pianta si raccontano storie affascinanti. Per esempio, Erodoto narra che, stando a quanto dicevano gli Arabi, la pianta d’Incenso era protetta da mostri a forma di serpenti (altro simbolo che troviamo pure nella Bibbia) che venivano allontanati bruciando lo Storace, così si poteva raccogliere l’Incenso.

L’Incenso, oltre il significato? Le proprietà dell’olio essenziale
Dalla pianta di Incenso, che appartiene alla famiglia delle Burseracee, viene estratto un potente olio essenziale, ricavato dalle gommoresine secrete dai tronchi. L’essenza ha proprietà antidepressive, antisettiche, astringenti, diuretiche, sedative, toniche, espettoranti e cicatrizzanti. Ha un odore acre e pungente, mentre il sapore è amaro, piccante, astringente e dolce allo stesso tempo. Può essere usato in caso di ferite, raffreddore, sinusite, nausea, vomito e per attenuare le rughe. I cinesi con questa essenza curavano i lebbrosi, mentre gli Arabi alleviavano i dolori delle puerpere e gli indiani lo mescolavano con l’olio di cocco per curare reumatismi e nervosismo. Favorisce la percezione della verità e promuove la chiaroveggenza, dando stabilità mentale e attenuando la rabbia e altre emozioni viscerali. E` un potente olio dalle note di base.

L’Incenso: come si usa l’olio essenziale?
Ci siamo soffermati sul significato dell’Incenso e sulle proprietà dell’olio essenziale che può essere usato per massaggi, bagni, inalazioni, suffumigi. Va diluito in olio vettore: tre gocce in olio di mandorle dolci o di oliva, per esempio. Un massaggio sulle tempie allevia le cefalee muscolo-tensive. Può essere bruciato nella lampada per aromi: tre gocce in tre cucchiai di acqua. In questo modo favorisce la calma e fa riacquisire fiducia in se stessi. Combinato con Bergamotto e Geranio attenua i disturbi depressivi. Si mescola bene inoltre con i seguenti oli: Mirra, Rosa, Sandalo, Agrumi, Violetta, Davana, Cannella, Muschio, Neroli, Vetiver, Labdano e Champa. Clicca su qui per conoscere gli oli essenziali da non utilizzare in gravidanza.

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Giulia Caso

Giulia Caso

Giulia Caso è uno pseudonimo. Giulia cura la rubrica "L'equilibrista", uno spazio dedicato alla salute della mente e del corpo. «Ho scelto uno pseudonimo per raccontare non me stessa bensì i fatti. Perché se avessi voluto assecondare le velleità del mio ego, narrandovi la mia vita, che vi assicuro è poco interessante, vi avrei svelato la mia identità», dice di se stessa. Giulia ha voluto che la redazione pubblicasse al posto della sua foto un'immagine del film Fortapash, che racconta del giornalista Giancarlo Siani; per rendere omaggio alla verità, per la quale molti giornalisti come Siani hanno perso la vita!

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