L’arma dell’inganno: il film sull’Operazione Mincemeat, il depistaggio che sconfisse Hitler

Recensione e trama della pellicola.
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello

Recensione e trama della pellicola.

Il film è un piccolo gioiello che mette l'uomo o meglio l'essere umano (la pellicola ha un certo approccio inclusivo) e non le macchine in primo piano, proprio come nel primo film e in altre pellicole sullo sport, quali per esempio 'Rush'.

Tra colpi di scena inimmaginabili e momenti di riflessione sul senso della vita, 'The Sinner 4' eccelle per la sceneggiatura non banale, non scontata, non allineata alle logiche del business che, pur di attirare l’attenzione, spettacolarizza i prodotti audiovisivi con un eccessivo movimento che conferisce all’azione solo un certo sensazionalismo.

Niente male l’esordio alla regia di Channing Tatum e Reid Carolin con la commedia 'Io e Lulù'.

“La bellezza che Cerullo aveva nella testa fin da piccola non ha trovato sbocco, Greco, e le è finita tutta in faccia, nel petto, nelle cosce e nel culo. Posti in cui passa presto ed è come non ce l’avessi mai avuta”

Affetta da una malattia rara, Madeline (Amandla Stenberg) ha trascorso i suoi 17 anni in uno spazio confortevole, con un arredamento minimalista, e dei software che le consentono di fare in maniera virtuale esperienze reali che i suoi coetanei sani invece fanno con tutto il corpo usando ogni senso, non solo la vista.

“Se bella vuoi apparire un po’ di pene devi soffrire”. Questo detto mi accompagna sin dall’infanzia e mi viene in mente tutte le volte in cui faccio la ceretta o non ho voglio di truccarmi e di pettinarmi.

C’è la mano di Uberto Pasolini Dall'Onda dietro Nowhere Special - Una storia d'amore. Una mano maschile per raccontare un dramma che va al di là delle dicotomie di genere perché è la complessità dell’animo umano che il regista italiano mette in evidenza tra luci ed ombre, momenti di silenzio e istanti di pura contemplazione.

Anna come Anna Frank. Anna come tutti quei bambini ebrei che prima e durante l’ascesa dei Nazisti in Germania furono costretti all’esilio, per sfuggire prima all’emarginazione sociale e culturale, poi alle deportazioni nei lager e nei campi di concentramento...