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Mudbound, recensione del film

Chiamatelo politicamente corretto. Chiamatelo come volete per negare l’evidenza ma, quando è la grande Storia a parlare mediante piccole storie che sono rese significative dal messaggio provocatorio che portano con sé, c’è poco da minimizzare o deridere. E spesso è proprio il cinema a rendere palese ciò che la mente si rifiuta di accettare forse per comodità e qualche volta per non sentirsi in colpa. Mudbound fa parte di quei film sconvolgenti proprio per la scottante verità che si manifesta nuda e cruda in un paesaggio color seppia, accecante a causa del sole che scotta la schiena dei coltivatori di cotone.

Il buio oltre la siepe: romanzo e film intramontabili. Ecco perché

Siamo agli inizi degli anni Trenta, nell’Alabama della segregazione razziale; l’impatto della grande depressione sugli Stati Uniti si evince tra le righe ma non è l’aspetto dominante, perché ci si muove nei luoghi dell’infanzia, tra fantasmi e atmosfere magiche. L’acume di Scout che, con il fratello di quattro anni più grande, Jeremy (detto Jem), e il nuovo compagno di giochi Dill (personaggio costruito da Harper Lee su Truman Capote, suo amico), si evince in tutto il libro, così come la grande ammirazione che Scout – orfana di madre da quando aveva due anni – nutre per il padre Atticus, un avvocato difensore. La mente infantile della protagonista crea così una figura genitoriale mastodontica, quasi irreale, che incarna un modello di onestà e abnegazione.

Nomadland, ecco il film da Oscar di Chloé Zhao

Il film alza i riflettori sul nomadismo e su quanti trovano la libertà nel movimento e soprattutto nel viaggio, in una perenne ricerca della propria natura selvaggia. La macchina da presa segue i movimenti di Fern e insieme delinea il contesto con campi lunghi e medi. La luce del giorno è forte, a tratti accecante, e si alterna con la notte con tramonti e albe, in un cerchio perenne di rinascita e morte.

La vita davanti a sé, il meraviglioso film ambientato a Bari con un’immensa Sophia Loren

Madame Rosa è un’ex prostituta ebrea sopravvissuta ad Auschwitz. Momò è un bambino senegalese. Siamo al centro del Mediterraneo, sotto il cocente sole di Bari dove approdano ogni anno migliaia di profughi in cerca di redenzione e riscatto; molti di loro sono bambini. In questo contesto Momò è un nuovo Sciuscià che, sogna di comprarsi una bicicletta, con i soldi della droga che spaccia anche a ragazzini come lui.

Raccontami di un giorno perfetto: il film con Elle Fanning e Justice Smith

'Raccontami di un giorno perfetto' è il titolo di un film sentimentale diretto da Brett Haley che trovate su Netflix. La pellicola comincia con un incontro casuale che muta radicalmente la vita di Violet (Elle Fanning), una ragazza bianca della middle class che ha perso la sorella Eleonor in un incidente stradale e che per questo, presa dalla disperazione, sta per lanciarsi da un ponte.