La vita davanti a sé, il meraviglioso film ambientato a Bari con un’immensa Sophia Loren

Madame Rosa è un’ex prostituta ebrea sopravvissuta ad Auschwitz. Momò è un bambino senegalese. Siamo al centro del Mediterraneo, sotto il cocente sole di Bari dove approdano ogni anno migliaia di profughi in cerca di redenzione e riscatto; molti di loro sono bambini. In questo contesto Momò è un nuovo Sciuscià che, sogna di comprarsi una bicicletta, con i soldi della droga che spaccia anche a ragazzini come lui.

Madame Rosa è un’ex prostituta ebrea sopravvissuta ad Auschwitz. Momò è un bambino senegalese. Siamo al centro del Mediterraneo, sotto il cocente sole di Bari, dove approdano ogni anno migliaia di profughi in cerca di redenzione e riscatto; molti di loro sono bambini. In questo contesto Momò è un nuovo Sciuscià che, sogna di comprarsi una bicicletta, con i soldi della droga che spaccia anche a ragazzini come lui.

Madama Rosa porta dentro di Sé l’immagine della grande Storia Europea, che si manifesta in una cartolina della sua casa d’infanzia che in quel di Viareggio era immersa tra le Mimose. Momò è invece senza patria e senza Storia, tanto che scopre di essere Musulmano a scuola. Il richiamo delle radici si manifesta con una tigre immaginaria, simbolo e roccaforte dell’Africa.

la vita davanti a sé

In un’Europa stanca che fa sempre meno figli Edoardo Ponti ambienta il suo meraviglioso film multiculturale, La vita davanti a sé, nel Paese con la più bassa natalità al mondo, creando un connubio perfetto tra tradizioni e culture diverse. Così fa incontrare un’anziana e un bambino che trovano il modo di comunicare, nonostante le diffidenze iniziali, anche grazie a una serie di personaggi che, sebbene secondari, sono tuttavia ben costruiti.

Ponti sceglie, per interpretare Madame Rosa, la madre Sophia Loren, icona del Cinema italiano che con i suoi ruoli si è fatta portavoce dei cambiamenti che il Bel Paese ha dovuto affrontare nel secolo scorso, tra miseria e disperazione, boom economico e rinascita. E anche questa volta la Loren non sbaglia un colpo. Smessi da anni i panni della ciociara, infatti, veste quelli di una donna non più giovane ma di un’eleganza fine, e con la sua grande espressività conferisce forza a questo personaggio.

La vita davanti a sé è un film delicato e dirompente allo stesso tempo, perché, attraverso la vecchia Storia, cerca e trova una risposta empatica ed originale alle sfide imminenti. La regia è equilibrata, calma, non invadente. Il soggetto della pellicola è il romanzo omonimo del 1975 di Romain Gary (lo trovi qui). La sceneggiatura è stata scritta da Ugo Chiti ed Edoardo Ponti. Momò è interpretato da Ibrahima Gueye. Nel cast anche Renato Carpentieri nelle vesti del dottor Cohen. Ciliegina sulla torta è Io sì (Seen) grazie alla quale Laura Pausini, Diane Warren e Niccolò Agliardi hanno ricevuto un Golden Globe. Il pezzo è candidato agli Oscar 2021 per la miglior canzone. Trovate La vita davanti a sé su Netflix. Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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