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Sergio Leone – L’italiano che inventò l’America

Sergio Leone – L’italiano che inventò l’America

Con un’impronta estremamente personale, Sergio Leone restituì a vita nuova un genere che negli anni Sessanta del secolo scorso era in decadenza: il Western. E lo fece con piglio nostalgico come si evince in primis nella trilogia del tempo e soprattutto in C'era una volta in America, la pellicola a cui Leone dedicò l’ultima parte della propria carriera. Uscito nel 1984 il film, con un giovane Robert De Niro, ripercorre il bello e il brutto di una Nazione in divenire dilatando il tempo un po' come Leone aveva fatto nelle memorabili sequenze iniziali (sono un vero omaggio alla noia e alla finta indolenza data dall'attesa) di quel capolavoro che è C’era una volta il west.

Il Divin Codino, ecco il film su Roberto Baggio

La pellicola ripercorre più che la carriera del calciatore il percorso esistenziale del ragazzo che diventa uomo attraverso tutta una serie di difficoltà che avrebbero fatto demordere chiunque. E, partendo dal grave infortunio che Baggio subì a Vincenza, dopo aver firmato il contratto con la Fiorentina, passando così dalla serie C alla A, la macchina da presa di Letizia Lamartire alza i riflettori sulla conversione al Buddismo e soprattutto sul rapporto, a tratti conflittuale e sicuramente determinante, tra Roberto e il padre.

La ragazza della palude: trama e recensione del film

La ragazza della palude trama

Siamo negli anni Cinquanta nello Stato del Nord Carolina, in America. Kya vive con un padre violento, una madre che subisce e con fratelli e sorelle. E tutti si allontaneranno da quel patriarca che non riesce a metabolizzare i traumi di guerra se non attraverso la violenza e l'aggressività date dall'alcolismo. Tutti tranne Kya che è troppo piccola per mettersi in viaggio da sola.

La ragazza più fortunata del mondo: recensione del film

la ragazza più fortunata del mondo recensione

Ha lo stile e la struttura di un film più leggero: la voce fuori campo, il contesto in cui è ambientata la storia, gli outfit della protagonista, il ritmo non lento. E invece, proprio come Una donna promettente (2020), la pellicola di Netflix è complessa e ricca di risvolti drammatici perché il regista Mike Barker, attraverso una vicenda individuale, è come se ripercorresse le strade che hanno portato le donne ad emanciparsi tra immani difficoltà, violenze fisiche e psicologiche subite, sensi di colpa, periodi di ribellione allo status quo.

Blonde: recensione del film su Marilyn Monroe

Blonde recensione

Blonde, il film di Andrew Dominik (il regista ha curato sceneggiatura e regia), sta facendo molto discutere sin da quando è stato proiettato a Venezia. Essendo adesso diventato accessibile a tutti gli abbonati di Netflix, il lungometraggio ha contribuito ad alimentare il dibattito pubblico sui social non solo sulla figura stereotipata di Marilyn Monroe ma anche su come i corpi femminili appaiono sullo schermo.