Keep Breathing: recensione e trama della serie tv di Netflix

Sei puntate di adrenalina pura ma non solo. La serie sembra essere pensata come un mero corso di sopravvivenza per giovani adulte. La serie è, difatti, un viaggio metaforico nel cuore dell’anima, tra cadute e scossoni, costole rotte, ferite sanguinanti e gambe fratturate, istanti di panico e momenti di quiete.

Sei puntate di adrenalina pura ma non solo. La serie tv di Netflix, Keep Breathing, sembra essere pensata come un mero corso di sopravvivenza per giovani adulte. La serie è, difatti, un viaggio metaforico nel cuore dell’anima, tra cadute e scossoni, costole rotte, ferite sanguinanti e gambe fratturate, istanti di panico e momenti di quiete.

La protagonista di Keep Breathing è una donna in carriera che ha alzato un muro di diffidenza e indifferenza rispondendo alle delusioni nell’unico modo che conosce, ovvero inseguendo un modello esterno di perfezione sacrificante e del tutto privo di significato.

Melissa Barrera veste i panni di Liv, che è l’unica sopravvissuta ad un incidente aereo. Nella natura selvaggia del Canada la donna dovrà cavarsela da sola e, tra un limite e l’altro, questa esperienza dolorosa diventerà,  per la protagonista, l’occasione per ripensare ai momenti salienti della sua vita, dall’abbandono della madre alla morte del padre. Liv – che è incinta – ripensa anche al rapporto con il proprio partner e a come il suo cuore sia ancora ingabbiato in una sorta di ghiaccio emotivo che le impedisce di percepire davvero emozioni e sentimenti.

Keep Breathing recensione trama

Keep Breathing non è certo un capolavoro ma merita più di una chance proprio perché percorre tutte le tappe del viaggio psicologico dell’eroina. La serie di Netflix può essere letta, difatti, sia in chiave collettiva, come percorso iniziatico delle donne verso la vera emancipazione, che con uno sguardo sull’individuo. Ed è in questo che Keep Breathing eccelle con la sua sequenza finale ricca di metafore. Il fiume, dove Liv lascia andare la vecchia e patinata immagine di sé, con tutti i traumi del passato – che le impediscono di sentire i suoi desideri più reconditi – , è un po’ come il Giordano. Liv compie infatti un rito di purificazione per rinascere ancora. Da vedere anche per l’ottima regia di Martin Gero e Brendan Gall. Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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