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Ucraina in fiamme: pregi e difetti del documentario di Oliver Stone

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Continua il mio viaggio tra i libri e tra i documentari che si occupano degli intricati rapporti tra Ucraina e Russia soffermandosi sugli equilibri geopolitici fra potenze che si sono creati all’indomani della guerra fredda quando cadde il muro di Berlino e poi l’URSS si sciolse. Dopo aver recensito i documentari ‘Le stagioni del Donbass’ e ‘Winter of fire’, mi soffermo su ‘Ucraina in fiamme’ diretto da Igor Lopatonok con interviste di Oliver Stone che è il produttore.

Non chiamatele Fake News!

Il libro di Valentina Petrini, Non chiamatele fake news (2020, Chiarelettere. Lo trovi qui), è un’ottima base da cui partire per comprendere come funzione la disinformazione in Italia, cos’è che l’alimenta, cosa la tiene in vita, cosa la produce. Grazie all’esperienza sul campo, anche come reporter e ad una grande curiosità, la giornalista Valentina Petrini ha scritto un libro che resta nel tempo per l’argomento trattato.

Green Pass sì o no? Tutte le ragioni del dibattito

Il Green Pass per entrare nei luoghi pubblici a rischio assembramento si farà. Secondo quanto riportato da 'Il Corriere della Sera' e da 'La Repubblica', il pass potrebbe essere necessario per accedere sui mezzi di trasporto pubblici, nelle palestre, nelle piscine, nei teatri e nei Cinema. Si sta valutando, inoltre, se renderlo obbligatorio anche per i bar, i ristoranti al chiuso, i supermercati (come è stato fatto in Francia) e finanche nei luoghi di culto. Cioè in tutti quei posti dove si rischia di contrarre, a causa della mole di persone, il virus.

Aiutiamo i ragazzi

«La sofferenza mentale tra i ragazzi corre come il contagio», scrive il settimanale L’Espresso nel numero del 21 marzo 2021, descrivendo il disagio dei tanti adolescenti e preadolescenti che - chiusi nelle loro case, lontani dagli amici e senza una vita sociale, che dovrebbe essere il cuore pulsante della loro età - soffrono di patologie psichiche.

Ecco l’esercito dei ragazzi perduti agli studi

Scriveva Don Milani: «Se si perdono i ragazzi più difficili la scuola non è più scuola, è un ospedale che cura i sani e respinge i malati». Ed è a questi ultimi che lo Stato, attraverso la pubblica istruzione, dovrebbe guardare, nell’ottica di una società sempre più inclusiva, sostenibile e solidale.

Donne, la parità è nelle parole. Con dati alla mano ti spieghiamo perché!

In questi giorni hanno fatto molto discutere le parole della musicista Beatrice Venezi che sul palco dell’Ariston a una battuta di Amadeus - che le chiedeva se doveva presentarla come direttrice d’orchestra - ha risposto: “No, meglio direttore”. Ovviamente, come spesso accade in questi casi, il dibattito si è scisso tra chi dà ragione a Venezi e chi invece le dà torto. Ma in questa sede andiamo oltre quanto accaduto a Sanremo, cercando di capire (anche attraverso i dati) quanto le parole incidano sul gender gap.