Salute e Stili di Vita

IL CAPPELLO PER NON PASSARE INOSSERVATA

© Nejron Photo – Fotolia.com

Lo rivedo ancora togliersi il cappello in chiesa per prostrarsi davanti al Signore. Sì, perché l’uomo dell’Ottocento e del Novecento indossava sempre il cappello, un accessorio che per lui era irrinunciabile e che gli dava quel “tocco” da cowboy del far west. La donna invece, se non era aristocratica, copriva il capo con un foulard per proteggere i capelli dallo sporco. Oggi i costumi sono cambiati e con essi anche la moda, ma l’uso di coprirsi la testa non è scomparso.

Quindi, il cappello continua a farci compagnia, nei periodi caldi come in quelli freddi. E`un accessorio però che richiede in chi lo indossa una grande personalità. Forse, proprio perché lo associamo alle donne dell’alta società, ci fa sentire al centro dell’attenzione. Eppure se sappiamo indossarlo esso ci dona charme ed eleganza.

Consapevoli di questo particolare, le case di moda hanno realizzato, anche per questo autunno/inverno, cappelli dalle forme più variegate. Alysi, la maison di pret à porter ha messo in commercio un cappello (nella foto alla vostra sinistra) dalla femminilità sussurrata con classe e messa in risalto da dettagli importanti. Falde a tesa larga e dal tocco morbido per lo chapeau dal macro pied -de -poule sui toni del bordeaux, del blu e del grigio, assolutamente inedito, terribilmente cool, che racconta l’anima hippy chic della donna secondo Alysi.

Un tocco glam per non passare inosservate, come una carezza per proteggere il volto svelandolo solo leggermente. Un must have da esibire sorridendo.

 

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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