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Non solo film

Suffragette: trama e recensione del film che racconta una storia vera

Oggi, 8 marzo 2020, andrà in onda su Rai 3, in prima serata, il film Suffragette. Di seguito la trama e la recensione.

Suffragette: trama e recensione

Suffragette è un film che rialza il sipario sulle origini del movimento femminista in Gran Bretagna attraverso la storia di una donna comune, Maud Watts, che si avvicina timidamente alla causa.

Carey Mulligan è convincente nei panni di questo personaggio che lavora in una lavanderia da quando era solo una bambina. Scopriamo, mediante una delle scene più incisive del lungometraggio (Maud parla alla commissione parlamentare) che lei è rimasta orfana da piccola e che il suo salario è molto inferiore a quello dei colleghi uomini.

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Nel corso della pellicola si evince che questa giovane madre ha subìto durante l’infanzia e l’adolescenza abusi sessuali da parte del suo capo; la consapevolezza di Maud cresce fino a esplodere nel momento in cui le tolgono il figlio George, dato in adozione dal marito che l’ha cacciata da casa impedendole di vedere il bambino dopo l’arresto.

Nel cast anche Meryl Streep

Le suffragette sono guidate da una tenace Emmeline Pankhurst (Meryl Streep) che vediamo solo in foto e in una sequenza. Maud insieme alle altre donne del movimento si riversa per le strade chiedendo a gran voce il diritto al voto perché nella Londra degli inizi Novento le donne erano sotto la custodia dei loro padri e mariti, avevano solo obblighi, non erano tutelate dalla legge né come esseri umani né come cittadini.

suffragette

Suffragette: recensione

“La guerra è l’unica lingua che l’uomo conosce”, dice Maud a un certo punto della pellicola, quindi l’unica via per il suffragio universale era la lotta attiva. Tante sono le donne che nel corso del tempo hanno alzato la voce tra e fuori le pareti domestiche per assicurare alle figlie e alle nipoti un futuro migliore. C’è un passaggio emozionante del film di Steven Spielberg “Il colore viola” (1985).

La scena è quella in cui Celine (Whoopi Goldberg) lascia il marito violento e, mentre è sul carro che la porterà verso la libertà, gli dice dopo essere stata insultata e picchiata per anni: «Io sono povera, sono negra, sono anche brutta, ma buon Dio sono viva, sono viva!».

Ebbene Maud del film Suffragette come Celine è viva e lotta insieme alle compagne, tra le quali c’è anche una farmacista che – interpretata da un’ottima Helena Bonham – con l’appoggio del marito scende in campo per sostenere la causa.

La pellicola di Sarah Gavron convince perché riporta alla luce una storia che merita di essere riscoperta per motivare il femminismo internazionale, che si è un po’ assopito.

C’è ancora molto da fare per l’emancipazione…

In realtà molto c’è ancora da fare per la parità di genere nel mondo: in Arabia Saudita per esempio le donne non possono votare. Suffragette, dal punto di vista tecnico e cinematografico, è un film vecchio stampo che purtroppo non coinvolge del tutto e non ha la stessa intensità di “Selma” per esempio o del già citato “Il colore viola” o ancora di “12 anni schiavo”; è pur vero che questi ultimi due sono film più intimistici perché non pongono al centro della trama le peripezie per i diritti sociali ma si occupano di storie individuali calate in un contesto di lotta collettiva.

I movimenti della macchina da presa in Suffragette si intensificano tuttavia verso il finale per porre in evidenza l’attivismo di quelle donne che in seguito a tante battaglie raggiunsero in Inghilterra l’obiettivo del pieno diritto al voto solo nel 1928. A loro va il nostro grazie e alla regista i complimenti per aver voluto girare una pellicola su vicende trattate dal cinema, prima di questo lungometraggio, solo in maniera trasversale. Di seguito il trailer. (Marica Movie and Books)

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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