culturaeculture non ha pubblicità da maggio 2020. Contiamo sull'aiuto dei nostri lettori, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Dona ora!

Non solo film

Rosaura, “la vedova scaltra”, rivive con Ester Cantoni

1796829_520321878086834_907956751_o

 

Rosaura, una donna dallo sguardo lungimirante, è la protagonista de “La vedova scaltra”, la commedia scritta da Carlo Goldoni nel 1748. La rappresentazione nel corso dei secoli è tornata in scena rivista e riadattata in base ai costumi e agli usi dei tempi. Dal 14 febbraio, fino al 9 marzo prossimo, a Roma, presso il Teatro di via Ostiense 190 (da martedì a sabato, alle 21, e la domenica alle 17) Rosaura rivive nell’allestimento di Ester Cantoni, nel ruolo anche della protagonista. Ed è proprio la regista/attrice che ci conduce dietro le quinte dello spettacolo della Compagnia dei Borghi, partendo da un parallelismo tra Rosaura de “La vedova scaltra” e Mirandolina de “La locandiera”: «Entrambe sono nelle condizioni di poter decidere del loro futuro affettivo e sociale, perché sono libere economicamente. Questi due personaggi, infatti, parlano al pubblico di oggi e pensano in chiave moderna. Goldoni dovrebbe essere rappresentato di più, poiché la sua drammaturgia non è solo bella, dal punto di vista stilistico, ma è soprattutto attenta all’aspetto psicologico dei personaggi, in particolare delle figure femminili», spiega la Cantoni a Cultura & Culture. Rosaura, dopo aver trascorso la propria vita chiusa tra le pareti domestiche, con la vedovanza si ritrova di colpo ragazza, ma non ha l’ingenuità di un’adolescente: «Questa donna mette alla prova la veridicità dell’affetto dei suoi spasimanti, per verificare la loro fedeltà e coerenza», precisa la regista che ha ambientato la commedia negli anni Venti del secolo scorso.

La vedova scaltra

 

LOCANDINA«Il personaggio di Rosaura è piuttosto complesso: lei, che è vedova, sola e non è più giovane, s’interroga sul suo ruolo di moglie e donna, così la sera di Carnevale si traveste per provare la fedeltà dei suoi pretendenti». Il Teatro nel Teatro, dunque. Rosaura fa un’analisi molto lucida dei suoi spasimanti e studia una strategia di approccio per avere delle certezze. «Proprio per questo, interpretarla è stato piuttosto faticoso», sostiene la regista. Questa commedia dunque è parte integrante della tradizione teatrale italiana, perché, oltre a raccontare la società settecentesca, è ancora attuale per gli argomenti trattati. Chi non ha mai provato l’incertezza di Rosaura? Tutte ci siamo sentite vulnerabili, almeno una volta nella vita, e quindi abbiamo cercato una via per difenderci. La Cultura autentica, dunque, grazie a questo spettacolo si manifesta nel Teatro. Ma che cos’è la Cultura per Ester Cantoni? «La Cultura è un vestito che indossiamo per entrare in contatto con gli altri – dice -. Quest’abito ci consente di essere nel mondo e con il mondo, attraverso le varie espressioni artistiche. Essa ci eleva e ci mette in relazione con una società che migliora. E il Teatro, che è parte integrante della Cultura, è spettacolo dal vivo, il quale arricchisce sia il pubblico sia gli attori». Interpreti e platea si armonizzano così tra loro mediante rappresentazioni come “La vedova scaltra”.

Info aggiuntive: Dal 25 aprile al 2 maggio “La vedova scaltra” sarà allestita a Parma. Le musiche e le luci della commedia sono di Bruno Ilariuzzi, mentre l’impianto scenico e i costumi sono curati da Clara Surro. La comunicazione è affidata a Patrizia Grossi. Attori: Ester Cantoni, Giuseppe Renzo, Pierre Bresolin, Andrea Zanacchi, Riccardo Balestra e Francesco Siggillino.

Per lo spettacolo di Roma contattare: 06 59606102.

Maria Ianniciello

 

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha pubblicità da maggio 2020. Contiamo sull'aiuto dei nostri lettori, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Dona ora!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares