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Non solo film

La ruota delle meraviglie: recensione e trama del film di Woody Allen

Sono le sfumature della luce, i primi piani, le angolazioni e le ampie panoramiche a rendere La ruota delle meraviglie (2017) un film riuscito. Woody Allen è un artista e lo dimostra ancora una volta perché sa cogliere con una sola immagine i lati spigolosi dei suoi personaggi. Le parole sono importanti ma non imprescindibili. (N.B. Trovi il podcast in calce)

Anche ne La ruota delle meraviglie non esiste buono o cattivo

Nel cinema di Woody Allen infatti non esiste buono o cattivo perché in ogni persona si nasconde il lato ombra che, se schiacciato, appare con conseguenze destabilizzanti per tutti. Come nel più che riuscito Blue Jasmine, anche ne La ruota delle meraviglie è la frustrazione di una donna l’asse portante. Questa volta però Woody Allen trova un’alleata in più ed è la luce, attraverso la quale il cineasta dà voce (forse come in nessun’altra pellicola antecedenti a questa) a tutte le sfaccettature emozionali. L’amore si tinge di rosso rendendo armonici i volti; mentre quando l’animo si raffredda la luce acquisisce le gelide tonalità del blu e verso il finale tanto atteso, nel momento in cui la magia sta per finire, i toni cambiano ancora diventando grigiastri così come lo stato d’animo della protagonista.

La ruota delle meraviglie

Kate Winslet ne La ruota delle meraviglie è suadente e dimostra ancora una volta talento e versatilità. Il suo personaggio infatti è in bilico tra emozioni discordanti che non la rendono né buona e né cattiva a prescindere.

Trama del film

Siamo negli anni Cinquanta (Café Society era ambientato negli anni Trenta), in una Coney Island viva e pittoresca. Ginny (Kate Winslet) fa la cameriera. Frustrata e ai limiti della sopportazione deve fare i conti con la sciattezza del marito Humpty (James Belushi). Voleva fare l’attrice ma si è dovuta rassegnare a recitare la parte (così dice) della cameriera. E poi c’è la figliastra, Carolina (Juno Temple), che è arrivata all’improvviso e si nasconde dall’ex marito, un mafioso con tanto di scagnozzi. La voce narrante è quella del bagnino Mickey (Justin Timberlake), che si rivolge allo spettatore rendendolo parte attiva!

La ruota delle meraviglie recensione

La commedia diventa come sempre dramma in questo nuovo film dalle atmosfere teatrali e retrò. I temi sono gli stessi delle pellicole precedenti ma le soluzioni diverse. Nel film una menzione a parte merita il figlioletto di Ginny che è piromane. Perché questo ragazzino ha la mania di appiccare il fuoco e cosa rappresentano le fiamme se non il desiderio di rendere più passionale un’esistenza arida e priva di brio? O forse in questa ossessione si nasconde il bisogno atavico di ricevere amore e attenzione? Insomma c’è molto da osservare in questo lungometraggio.

Ritengo, dunque, che La ruota delle meraviglie sia l’ennesima pellicola riuscita di un Woody Allen che non smette di stupirci e che, attraverso la macchina da presa, compie un altro miracolo rendendo straordinario l’ordinario. Complici le musiche, le scenografie, i costumi e una fotografia magistrale che sorprende. Non sarà il suo film migliore ma mi ha convinto! Il lungometraggio andrà in onda su Rai3, l’8 maggio 2020, alle 21.20.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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