culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Non solo film

I due papi: recensione di un film con due attori da Oscar (podcast in calce)

Perché fare un film sui due papi? Perché, forse, è insolito che ci siano due pontefici nello stesso periodo? Sicuramente. Ma non solo. Il film di Fernando Meirelles, alza l’obiettivo su due personalità agli antipodi per descrivere una duplice visione della Fede che innesca accese lotte intestine nella Chiesa cattolica.

L’una è basata sulla staticità e sui dogmi che «vanno protetti dal relativismo occidentale o permissivismo»; l’altra sul movimento e su un’apertura che prevede più flessibilità e una maggiore adesione agli insegnamenti di Cristo. Ritroviamo la dialettica tra tradizione ed innovazione anche nei vari settori della vita laica e pubblica, come la pedagogia per esempio.

I due papi

I due Papi e la duplice visione della Fede

Il regista brasiliano nel suo film, I due papi, prende una posizione precisa, sebbene si sforzi di essere super partes. Fernando Meirelles parte, difatti, da un dettaglio per sviluppare la sua storia: la mano di Bergoglio che regge il telefono. Il pontefice sta tentando di prenotare un volo per Lampedusa da solo, come farebbe qualsiasi persona ‘normale’. La macchina da presa poi ci porta nel cuore del Conclave, subito dopo la morte di Giovanni Paolo II, e ci conduce a Castel Gandolfo nella residenza estiva di Benedetto XVI avvicinandoci a Bergoglio e andando indietro nel tempo, all’inizio della vocazione.

«Scegliere la semplicità può mai essere sbagliato?», dice Bergoglio a Ratzinger, «La vita che Egli ci ha donato non fa altro che cambiare. Lei è un successore di San Pietro. San Pietro era sposato. Fino al XII secolo il celibato non era un obbligo e gli angeli… non ve ne era traccia fino al V secolo e all’improvviso ce li ritroviamo dappertutto come i piccioni. In natura nulla è statico, non lo è neanche Dio», afferma il futuro Papa Francesco. «Dio non cambia mai», controbatte Ratzinger. «Sì che cambia. Dio si trasforma», risponde Bergoglio.

I due papi

E che attori!

I due attori, Anthony Hopkins e Jonathan Pryce (rispettivamente nei panni di Benedetto XVI e Papa Francesco) riportano nella mimica facciale, nell’andatura e nella gestualità la diatriba tra conservatori e riformatori che sopravvive nella Chiesa da millenni (ricordate il messaggio di San Francesco?) e che ha visto il suo acme nel Concilio Vaticano II. Il verbale, il paraverbale e il non verbale si intersecano, dunque, alla perfezione per portare sullo schermo questa dicotomia che non viene sostenuta appieno dalle immagini.

Meno brillante la regia…

I due papi eccelle, infatti, per la performance degli attori protagonisti e per la sceneggiatura di Anthony McCarten. Sul piano della resa filmica la pellicola riporta un solo punto di vista, ponendosi troppo dalla parte del progressismo e banalizzando così le ragioni dei conservatori, in questo caso di un luminare come Papa Ratzinger. Nel complesso il regista, mescolando più generi cinematografici, crea un discreto film che purtroppo scade ogni tanto nel kitsch. Trovate I due Papi su Netflix. Tre stelle. (Marica Movie and Books)

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares