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Non solo film

Al Cinema Judi Dench è Philomena: la recensione del film

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Un’immagine del film

 

La forza di “Philomena”, uscito nelle sale cinematografiche il 19 dicembre, è la sceneggiatura, scritta da Jeff Pope e Steve Coogan, nella triplice veste di sceneggiatore, di attore e produttore. Premiato, infatti, proprio per la miglior sceneggiatura alla 70ma Mostra di Arte Cinematografica di Venezia, il film è basato su una storia vera, tratta dal libro di Martin Sixsmith “The Lost Child of Philomena Lee” (“Philomena”, pubblicato in Italia da Edizioni Piemme), ed è diretto da Stephen Frears. La parte della protagonista è affidata a una veterana del Cinema mondiale, Judi Dench, che in questo film interpreta un ruolo piuttosto difficile, quello di Philomena, un’anziana infermiera in pensione che cerca suo figlio Anthony, strappatole dalle braccia cinquant’anni prima in un’Irlanda bigotta e conformista. Philomena a sedici anni resta incinta e, siccome è stata cacciata da casa, va a vivere in un convento di suore che hanno l’abitudine di vendere i bambini a famiglie di americani benestanti.

Philomena da giovane
Philomena da giovane

Costretta a subìre una serie di umiliazioni, la ragazza dà alla luce il bambino, senza l’aiuto di un medico, con un parto podalico, rischioso per la mamma e per il neonato. Dopo tre anni – nel corso dei quali Philomena vede suo figlio solo per un’ora al giorno – Anthony viene dato in adozione. Il tempo passa. Philomena, che non ha mai smesso di cercare suo figlio, incontra Martin Sixsmith (Steve Coogan), un ex giornalista della BBC che comincia a lavorare al caso, recandosi insieme all’anziana signora in America, sulle tracce di Anthony. Il film, come ho accennato all’inizio, trae forza proprio dalla sceneggiatura che non ha tempi morti e che, nonostante gli elementi drammatici, riesce comunque a far sorridere grazie alla spontanea e inconsapevole ironia di Philomena, un personaggio ben costruito che perdona i suoi “carnefici cattolici” andando oltre i torti subìti e cogliendo appieno l’intima essenza del Cristianesimo, a differenze delle suore che le hanno tolto suo figlio. Ma Martin Sixsmith, laico, pragmatico ed ex cattolico, non riesce a farsene una ragione: come può Dio permettere tanta crudeltà? Si chiede.

«Quali peccati? La Chiesa Cattolica ha peccato, non tu!», risponde il giornalista a Philomena, che vuole confessarsi. Martin si fa gestire dal proprio Ego che giudica, si arrabbia e vuole vendetta ma che, attraverso l’Amore di una madre, ritrova il suo equilibrio. Un film coinvolgente, non strappalacrime, drammatico ma con dignità, con un finale inatteso. Da vedere, assolutamente!

Trailer – Il film è distribuito in Italia da Lucky Red

Il libro 

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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